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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Donazione di organi, Verona la seconda città più generosa d'Italia

Tra i centri con più di 100mila abitanti, solo Trento ha dati migliori del capoluogo scaligero in base al rapporto del Centro nazionale trapianti

Tra gli abitanti delle grandi città italiane, i veronesi sono tra quelli più propensi alla donazione di organi. Tra le città con più di 100mila abitanti, solo Trento ha ottenuto un risultato migliore nell'Indice del Dono, il rapporto del Centro nazionale trapianti che ogni anno fa il punto sulle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nelle anagrafi.

Il quinto rapporto è stato pubblicato ieri, 9 aprile, in vista della Giornata nazionale per la donazione che si terrà domenica prossima. In base ad un calcolo che tiene conto di più dati sulla donazione di organi raccolti nel 2023, per il terzo anno consecutivo è stata Trento a primeggiare fra le grandi, una percentuale media di consensi del 78,1% ed un tasso di astensione del 32%. Verona è al secondo posto con una percentuale dei consensi dell'81,7%, una percentuale di rifiuti del 18,3% e un'astensione del 43,4%.

Rispetto all'anno scorso, Verona è salita dal quarto al secondo posto a livello nazionale ed è prima in Veneto. Tra le prime dieci città italiane per Indice del Dono, c'è anche Padova che è settima. Tra le città medio-grandi c'è poi Belluno, che è al nono posto. Tra i comuni medio-piccoli spiccano il bellunese Ponte nelle Alpi e Torreglia nel Padovano. Infine, tra i comuni più piccoli più virtuosi per la donazione di organi, c'è Chies d'Alpago nel Bellunese.
Sempre in Veneto, i potenziali donatori di organi che sono stati valutati nel 2023 sono stati 361, contro i 295 del 2022 con un incremento del 22,4%. La mediana dei donatori valutati nel periodo 2016-2023 si attesta a 280 casi contro i 196 del periodo 2006-2015. Se poi si valutano i donatori effettivi (ossia quelli che hanno consentito il trapianto di almeno un organo), il dato del 2023 si attesta a 226, contor i 177 del 2022 con un incremento del 27,7%. La mediana dei donatori effettivi nel periodo 2016-2023 si attesta a 157 casi contro i 116 del periodo 2006-2015.
Riguardo ai donatori di organi a cuore fermo, quelli valutati dalle equipe venete sono stati 35 contro i 14 del 2022 con un incremento del 150%. Per i donatori effettivi di organi a cuore fermo, il dato del 2023 si attesta a 34, contro gli 11 del 2022 con un incremento del 209%. L’implementazione a livello regionale della donazione a cuore fermo ha consentito di eseguire, tra il 2018 e il 2023, 146 trapianti in più rispetto a quelli che si sarebbero eseguiti con la sola donazione a cuore battente. E da segnalare come l’incremento della donazione a cuore fermo del 2023 abbia consentito di effettuare 91 trapianti contro i 22 del 2022, con un incremento del 314%.
Anche la donazione di tessuti ha avuto un andamento positivo nel 2023. Infatti, sono stati ben 2.660 i donatori di tessuti oculari del 2023 contro i 2.441 del 2022, con un incremento del 8.9% e il raggiungimento del livello di donazione più alto di sempre del Veneto. Risulta in crescita anche la donazione multi tessuto con 152 donatori del 2023 contro i 145 del 2022. Sono aumentati del 13.5% i donatori di cute del 2023 (118 contro 104 del 2022). E raggiungono livelli da record regionale anche le iscrizioni al registro dei nuovi candidati alla donazione di midollo con 5.760 nuovi iscritti nel 2023 (erano 4952 nel 2022, un balzo in avanti del 16.3%). Conseguentemente, nel 2023 hanno raggiunto livelli da record anche le donazioni di midollo con 107 casi contro i 96 del 2022.

«Ancora una volta il sistema dono-trapianto del Veneto si guadagna i primissimi posti a livello nazionale - ha commentato il presidente della Regione Luca Zaia - Complimenti a Verona, la seconda città più generosa d’Italia, con Padova settima e Belluno nona. E poi, tra i Comuni più piccoli, a Ponte nelle Alpi, Torreglia, Chies d’Alpago, primo in assoluto in Veneto. Tutti nella Top Ten nazionale, a dimostrazione di una cultura del dono diffusa a macchia d’olio nella nostra regione. Risultati lusinghieri, per i quali tanta gente, sanitari, volontari, gente comune hanno dato il loro contributo. Al ringraziamento, con pari forza, unisco tutto il mondo del volontariato impegnato nella divulgazione della cultura del dono. È un lavoro insostituibile, che si esplica anche, meritoriamente, sul fronte del rifiuto, con risultati eccezionali».

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