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UniVr, l'incontro su profughi e omosessualità accende lo scontro politico

Botta e risposta tra Alberto Todeschini (Lega) e Tommasso Ferrari (Verona Civica), sull'appuntamento fissato per il 25 maggio dal titolo "Richiedenti asilo. Orientamento sessuale e identità di genere" che si terrà al Dipartimento di Scienze Giuridiche

Dispiace constatare che l’università di Verona sia stata contaminata, in un colpo solo, dai virus della propaganda filoimmigrazionista e della propaganda gender in un mix culturalmente tossico, che rischia di comprometterne il buon nome. L’università dovrebbe essere il luogo di un sapere libero da condizionamenti, un luogo in cui la cultura si esprime nella sua forma più pura, un luogo che ha a cuore la tutela delle radici territoriali. E le radici di Verona stanno nella famiglia, nel coraggio e nel lavoro dei veronesi, non certo in chi la famiglia la vuol distruggere o in chi pensa di risolvere i problemi del mondo inneggiando a un’immigrazione senza controllo e senza regole. 

È il coordinatore dei giovani della Lega di Verona, Alberto Todeschini, ad intervenire sull'incontro che il 25 maggio si terrà al Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Verona il 25 maggio dal titolo "Richiedenti asilo. Orientamento sessuale e identità di genere".
L'appuntamento è organizzato da  Pianeta Milk, Asgi, Politesse, Sportello migranti Lgbt, in collaborazione con il dipartimento di Scienze Umane e ha scatenato la ferma opposizione del rappresentante del Carroccio, a cui però ha prontamente replicato Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Verona Civica

Ma quale propaganda filoimmigrazionista e gender? Il mix culturalmente tossico è un altro: quello del lessico violento allevato dall'ignoranza. Pensare che la soluzione dei problemi passi dalla censura e dall'accantonare temi della nostra attualità è un vizio, come si è visto in altre occasioni, che l'amministrazione a traino leghista continua a mantenere. Nessun valore si impone con il silenzio del pensiero. L'università deve essere la patria dove ogni riflessione può trovare spazio di articolazione e approfondimento. La tutela della famiglia non passa dal fare scudo con denunce anacronistiche davanti alla "minaccia gender" ma piuttosto da azioni politiche che in questa città non vediamo da anni. 

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