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(Foto di repertorio)

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Immuni in Veneto. «Tracciamento contatti garantito da operatori sanitari»

La Regione replica alle polemiche sulla mancata operatività effettiva della app nazionale. La direzione Prevenzione del Veneto aveva proposto al Ministero della salute un protocollo per uniformare le procedure

«Entro pochi giorni, al massimo lunedì, i servizi di igiene pubblica dovranno comunicare ai sistemi informatici di Azienda Zero i riferimenti relativi alle segnalazioni dell'app Immuni». L'indicazione è contenuta in una comunicazione inviata dalla direzione regionale Prevenzione del Veneto ai servizi competenti. «E la Regione Veneto, come varie altre Regioni italiane con le quali è in corso un costante coordinamento, è attiva sul tema fin dall'inizio, con una fitta serie di contatti, anche epistolari formali, con le parti interessate, a cominciare dal Ministero della salute». A comunicarlo è ancora la direzione Prevenzione della Regione Veneto, in relazione alle polemiche emerse sull'attivazione delle procedure dell'app nazionale per il tracciamento dei contatti dei positivi a Covid-19.

IL CONFRONTO PER UN PROTOCOLLO OPERATIVO

La polemica è nata dal fatto che, per motivi tecnici, nell'archivio dei dati delle Ulss non è stato ancora possibile inserire i codici dei possessori di Immuni positivi al coronavirus. E questo non ha permesso agli altri utenti tracciati grazie alla app di sapere di aver avuto un contatto a rischio con un positivo. I tecnici regionali, comunque, hanno ricordato che Immuni non fornisce informazioni relative al cittadino positivo con cui il possessore dell'app potrebbe essere venuto in contatto. E non vengono fornite informazioni neanche sul luogo o sulle caratteristiche dell'ipotetico contatto. Inoltre, visto che le attuali norme impongono un massiccio utilizzo della mascherina, l'eventuale contatto registrato dall'app Immuni potrebbe non configurarsi in senso assoluto come un contatto stretto.
Per questo, già da giugno, la direzione Prevenzione della Regione Veneto aveva proposto al Ministero della salute un possibile protocollo applicativo per uniformare le procedure di tutte le Regioni. Il fine è evitare di sottoporre a quarantena preventiva soggetti individuati dall'app Immuni senza una possibile valutazione del profilo di rischio. E per raggiungere questo scopo è tuttora in corso un confronto tra il Veneto, le altre Regioni e il Ministero della salute per definire un protocollo operativo condiviso.

LE ULTERIORI PRECISAZIONI DELLA REGIONE

«Pur potendo costituire uno strumento aggiuntivo nell'identificazione di eventuali contatti, Immuni non può in alcun modo sostituire le attività di rintraccio dei contatti e di valutazione del rischio puntualmente garantite fin dall’inizio dell’epidemia - ha concluso la direzione Prevenzione della Regione Veneto - Le attività puntuali e tempestive di contact tracing avviate in seguito all'identificazione di ogni soggetto risultato positivo costituiscono un elemento cardine della strategia di sanità pubblica messa in atto dalla Regione per contrastare la diffusione virale fin dalle prime fasi dell’epidemia. Tali attività, garantite dagli operatori sanitari consentono di individuare ed intercettare tutti i possibili contatti, valutando per ognuno di essi il livello di rischio e definendo le più opportune strategie di contenimento da attuare».

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