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Bimbi al sicuro con le nuove imbragature per le ambulanze della Croce Bianca

Si chiamano ACR, Ambulance Child Restraint, e sono le nuove cinture regolabili pensate per assicurare alla barella bambini fino a 25 chilogrammi

 

Assicurano alla barella i bambini dai 2 chili (neonati anche prematuri ma stazionari) ai 25 chili. Sono le imbragature dell’ACR, Ambulance Child Restraint, uno speciale sistema di cinture regolabili per trasportare neonati e bimbi in sicurezza anche in ambulanza.
Il dispositivo aumenta la stabilità dei piccoli sulla barella durante il viaggio in quanto si tratta di un vero e proprio sistema di ancoraggio del minore: l’età di riferimento varia indicativamente dagli 0 ai 6 anni ma il parametro che i soccorritori devono tenere in considerazione è quello del peso. Il sistema di cinture a cinque punti è studiato per trasportare pazienti non traumatizzati in età pediatrica su qualsiasi tipo di barella ed è certificata e conforme alle normative e leggi vigenti in Europa.

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Di facile e immediato impiego in caso di bisogno, l’ACR è stato donato all’associazione di pronto intervento Croce Bianca Onlus, dalla Fondazione Lorenzo Modena, nata in ricordo del diciottenne veronese che morì su un campo di calcio a causa di una malformazione cardiaca congenita che non sapeva di avere. Ed è ora già operativo sui mezzi dell’associazione che ha che sede a San Zeno, in piazza Bacanal.
«Ora che la fase più acuta e critica dell’emergenza Covid sembra fortunatamente passata, torniamo a concentrarci sugli altri aspetti della quotidianità del nostro servizio», spiega Pier Luigi Verga, presidente di Croce Bianca che, attiva e riconosciuta anche come Nucleo Operativo Sanitario della Protezione Civile, conta oltre 300 volontari soccorritori attivi.

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«La peculiarità di questo strumento è la velocità di installazione sulla barella. Una volta assicurato al piano, a sua volta ancorato alla pavimentazione dell’ambulanza, il trasporto avviene in totale sicurezza anche per i minori», aggiunge Michele Bonetti di Croce Bianca. Con la donazione del nuovo dispositivo prosegue la sinergia tra Croce Bianca e Fondazione Modena, già impegnati insieme in un ampio progetto volto a implementare in città e provincia le zone cardioprotette attraverso l’installazione di defibrillatori automatici e semiautomatici – già cinque quelli installati tra cui uno all’istituto tecnico Cangrande di corso Porta Nuova, uno nel rione di San Zeno e uno a Boscochiesanuova – e i corsi di formazione per l’utilizzo di questi dispositivi, tenuti dagli istruttori di Croce Bianca.
«In questi anni abbiamo fatto importanti passi in avanti nella cultura della defibrillazione. Ci sono molte aree cardioprotette e un numero sempre maggiore di persone abilitate all’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici”, spiega Giancarlo Modena, papà di Lorenzo. “Negli ultimi mesi, a causa dell’emergenza Coronavirus, l’attività si è ovviamente fermata ma contiamo di riprenderla il prima possibile. Intanto questo nuovo dispositivo a favore dei più piccoli rimane un importante proseguo».

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CROCE BIANCA IN NUMERI

Durante l’emergenza Covid, Croce Bianca ha messo a disposizione del 118 h24, 7 giorni su 7, un mezzo utilizzato in via esclusiva per trasporti e urgenze legati alla pandemia.
I dati del bilancio sociale dello scorso anno fotografano un impegno quotidiano e costante.
Nel dettaglio, Croce Bianca – al cui interno lavorano anche 11 dipendenti – ha effettuato complessivamente 7mila trasporti sanitari in convenzione con l’Ulss 9 scaligera e l’Azienda ospedaliero universitaria di Verona, per le quali copre, tra le altre cose, il servizio di Trasporto Neonatale e il Trasporto equipe ed organi. In questi campi, le ore di volontariato sono state circa 25mila solo lo scorso anno.
Inoltre, 5.400 ore di presidio sanitario in 265 manifestazioni; dalle fiere più importanti agli eventi sportivi delle squadre scaligere. E ancora, 42mila ore i volontari le hanno trascorse a formare nuovi volontari, con nuovi corsi ogni sei mesi, e ad aggiornare e perfezionare le competenze dei soccorritori già in servizio attivo. A queste, si aggiungono 18mila ore di formazione esterna: vale a dire i corsi di pronto intervento che Croce Bianca svolge anche per aziende private e pubbliche, formando, nel 2019, 2623 persone di cui 939 all’uso del defibrillatore. Un altro importante fronte delle attività dell'associazione è la divulgazione alla cittadinanza degli elementi di primo soccorso. A partire dai più piccoli: i formatori di Croce Bianca, infatti, svolgono corsi ad hoc per i bimbi delle elementari e anche della scuola dell’infanzia.
Attualmente, l'autoparco dell'associazione è composto da 9 ambulanze e da un’automedica e da un fuoristrada Land Rover in supporto alla Protezione Civile inserita dal SUEM 118 nel “Protocollo neve”. Tutti gli autoveicoli di Croce Bianca sono accreditati come mezzi per l’emergenza alla Regione Veneto.

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