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Cuore e mente del festival, Rebonato si dimette da Hostaria Verona per protesta contro il green pass

«Per me il green pass è una sciagura democratica», afferma Leonardo Rebonato annunciando la sua auto-sospensione: «È una disposizione politica che ritengo allucinante, oltraggiosa dei fondamentali diritti della libertà personale»

La prossima edizione di Hostaria Verona è in programma dall'8 al 10 ottobre in città, ma tra le molte interessanti iniziative e presenze vi sarà quest'anno anche un grande assente, ovvero lo storico direttore artistico della rassegna. Si tratta di Leonardo Rebonato, dal 2015 "guida spirituale" del Festival Hostaria, così come lui stesso preferisce definirsi. Notizia di queste ore è infatti quella delle sue dimissioni dal ruolo che ricopriva ormai da anni, un gesto che ha delle motivazioni esplicitate dallo stesso Rebonato in un lungo post su Facebook: «Quest'anno c'è l'obbligo del green pass ed è una discriminante che non posso accettare, motivo per il quale ho deciso di non esserci».

Insomma, il motivo alla base delle dimissioni di Leonardo Rebonato è la sua contrarietà al dispositivo della certificazione verde che ormai da tempo il governo ha introdotto come obbligatoria per partecipare a manifestazioni come feste o sagre e che, dal prossimo 15 ottobre, sarà indispensabile anche in tutti i luoghi di lavoro. Annunciando le sue dimissioni, Leonardo Rebonato ha ripercorso anche i vari passaggi che lo hanno portato a dare vita ad Hostaria Verona, ricordandone anche lo spirito: «Fra i principi fondanti del Festival l’esaltazione del valore della convivialità e l’attenzione alle persone più fragili, il tutto nella scenografia più bella del mondo, il centro storico di Verona».

Entrando poi più nel dettaglio delle ragioni che lo hanno portato a compiere questa scelta, Leonardo Rebonato identifica due motivazioni che sono «di carattere politico (pubblico) ed etico (personale)», vale a dire: «La mia auto-sospensione è la mia personale forma di protesta verso l’introduzione del green pass non solo per Hostaria ma per tutta la vita sociale, una disposizione politica che ritengo allucinante, oltraggiosa dei fondamentali diritti della libertà personale e particolarmente odiosa in quanto trasforma lo Stato in un potere che usa il mobbing nei confronti dei propri cittadini ricattandoli impudentemente». In secondo luogo, Leonardo Rebonato spiega: «Fra i valori che mi sostengono c’è la "coerenza comportamentale", non una semplice coerenza intellettuale dove ci si impone di mantenere ostinatamente un’opinione (anzi, credo che cambiare idea sia segno di una personalità dinamica). La coerenza comportamentale è una disciplina esistenziale che prevede semplicemente di allineare le proprie azioni con le proprie sensazioni e pensamenti. Per questo motivo non potrei mai fare una cosa che non sento e che non penso giusta».

In conclusione, Leonardo Rebonato aggiunge: «La mia auto-sospensione dagli incarichi di Hostaria vuole quindi essere un forte grido di allarme: a livello cosciente e incosciente, il green pass crea una società sospettosa, impaurita e squilibrata, rende le nostre esistenze più povere di spirito. Per me il green pass è una sciagura democratica, fino a che sarà obbligatorio mi asterrò da qualsiasi collaborazione professionale per eventi o manifestazioni pubbliche che ne prevedono l’obbligo. Questa mia scelta è arrivata dopo un mese di profonde riflessioni, ho atteso fino ad oggi a prendere posizione aspettando un possibile dietro front del governo che non solo non è arrivato ma che sta invece prendendo posizioni sempre più autoritarie e anti costituzionali. Irricevibili da uno spirito libero».

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