Giovedì, 28 Ottobre 2021
Attualità Centro storico / Piazza Bra

«Cali di fatturato del 40% per alcuni ristoratori dall'introduzione del Green Pass»

Alessia Brescia, portavoce dell'associazione Ristoratori Veneto & Ho.re.ca.: «I più colpiti sono coloro che non dispongono del plateatico o possono permettersi solo pochi tavolini all'aperto, ma la preoccupazione è generale»

È stato introdotto da poco l'obbligo di avere il Green Pass per entrare nei locali aperti al pubblico, ma il suo impatto sui conti di ristoranti e bar viene già avvertito. «Ci sono soci che registrano cali di fatturato anche fino al 40%. I più colpiti sono coloro che non dispongono del plateatico o possono permettersi solo pochi tavolini all'aperto, ma la preoccupazione è generale. Quand'è entrata in vigore la nuova regola l'abbiamo subito definita "economicida" e i primi dati ci danno ragione: cosa succederà dall'autunno-inverno in poi quando le consumazioni si sposteranno al chiuso?». Così Alessia Brescia, portavoce dell'associazione Ristoratori Veneto & Ho.re.ca., nata a Verona nel giugno scorso e arrivata a circa 2mila soci in tutta la Regione. «A rimetterci è sempre lo stesso comparto, il nostro, costretto a farsi carico di una norma discriminatoria che, oltretutto, non risolve nulla», ha aggiunto Brescia.

Il 2 agosto scorso l'associazione ha lanciato una petizione online contro l’obbligo del Green Pass all’interno dei locali e a oggi le firme raccolte sono oltre 4mila. «La nostra categoria non trova più riferimenti per far sentire forte e chiara la propria voce a fronte di norme imposte da chi evidentemente non conosce minimamente le dinamiche del nostro lavoro - ha spiegato Brescia - Gli associati continuano a esporre la locandina con la scritta "Siamo ristoratori, non controllori", come da iniziativa lanciata a inizio del mese di luglio, ed è sempre più evidente come aprire con il Green Pass abbia un risvolto devastante sul lavoro. L'inefficacia della logica del Green Pass, utilizzato per indurre le persone a vaccinarsi, è testimoniata dal fatto che anche gli immunizzati possono contagiare, e il sentore di future zone a colori ne è esplicita conseguenza. Nel frattempo noi abbiamo perso gran parte della stagione, finendo di nuovo per pagare il prezzo più alto. Oltre a perdere la quota di clientela non vaccinata ci sono i numerosi ostacoli all’attività creati dalla necessità dei controlli, cui si legano anche i problemi con l’app, che non sempre funziona».

L'associazione Ristoratori Veneto & Ho.re.ca. sta lavorando anche per unire le voci degli altri comparti il cui lavoro è messo in crisi dall'obbligo del Green Pass: «La gestione economica di quest’ultimo anno e mezzo da parte del Governo è fallimentare - ha concluso Brescia - Le misure prese fin qui, anziché trasmettere sicurezza, hanno stravolto l’attività di migliaia e migliaia di imprese, facendone chiudere già 40mila. Come associazione riceviamo continui messaggi anche dal settore ricettivo e da quelle discoteche chiuse da un anno e mezzo, ma pensiamo anche alle incertezze che tuttora si trova ad affrontare la scuola a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni. Esempi di una politica che sta lasciando soli cittadini, imprenditori e lavoratori che ogni giorno mettono amore e passione nella propria professione».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Cali di fatturato del 40% per alcuni ristoratori dall'introduzione del Green Pass»

VeronaSera è in caricamento