Giovedì, 24 Giugno 2021
Attualità Porto San Pancrazio / Piazzale del Cimitero

Giorno del Ricordo, Briani: «Rendere condivisa una tragedia a lungo taciuta»

L'assessore alla cultura del Comune di Verona ha partecipato alle cerimonie che si sono tenute al Cimitero Monumentale. E anche il presidente regionale Zaia ha dichiarato: «Impegno contro il negazionismo militante»

L'assessore Briani alle celebrazioni del Giorno del Ricordo

L'assessore alla cultura del Comune di Verona Francesca Briani, questa mattina, 10 febbraio, ha partecipato alle cerimonie per il Giorno del Ricordo, che si sono tenute al Cimitero Monumentale.
Al termine della messa di suffragio, sono state deposte due corone d’alloro davanti al monumento che ricorda le vittime dell’esodo e delle violenze che si perpetrarono sul confine orientale nei confronti della popolazione civile.

«Le celebrazioni del Giorno del Ricordo - ha detto l'assessore Briani - vogliono commemorare le vittime delle foibe e le centinaia di migliaia di esuli che furono costretti a lasciare le proprie terre a causa delle violenze, sul confine orientale, nei confronti degli italiani. Ma vogliono anche far conoscere e rendere condivisa una tragedia che per troppo tempo è stata taciuta. Perché il silenzio, che per decenni è caduto sul dramma dei profughi istriani, fiumani e dalmati, ha rappresentato una ferita profonda per quanti vissero quell’enorme tragedia».

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(L'assessore Briani alle celebrazioni del Giorno del Ricordo)

Ed anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, oggi si è unito alle celebrazioni per il Giorno del Ricordo.

Cicerone ha detto che la vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi - ha detto Zaia - Le manifestazioni commemorative che in questo giorno attraversano il Veneto e tutto il Paese ci impongono di non dimenticare le migliaia di persone la cui vita è stata tragicamente interrotta negli eccidi delle foibe. Contemporaneamente, abbiamo il dovere di mantenere la memoria delle centinaia di migliaia di connazionali che con l'esodo giuliano-dalmata lasciarono la loro terra e ogni loro avere, incalzati dalla violenza e per una scelta di libertà. Oggi rivolgendo il pensiero alle vittime di questa tragedia, agli esuli ed ai loro discendenti provo gli stessi sentimenti che provo ogni anno il 27 gennaio incontrando la comunità ebraica nel giorno della memoria. Non può esserci giustificazione storica di fronte a simili drammi dell'umanità, originati dall'odio, dalla discriminazione etnica e dalla follia di chi si sente in diritto di sopraffare l'altro. Da parte mia, rinnovo l'impegno affinché sia contrastato con forza quello che il presidente Mattarella ha definito negazionismo militante. È un preciso dovere verso la memoria delle vittime ma anche verso le generazioni presenti e future che devono conoscere la verità su simili tragedie certificate dalla storia, per capire e non cadere negli inganni del revisionismo e del giustificazionismo. Il secolare legame tra la nostra regione e le comunità degli esuli e dei loro discendenti si riconferma in questo giorno in cui è restituita la giusta dignità ad un dramma per decenni nascosto e ignorato.

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