Slot, gratta e vinci, gioco online, lotterie: 380 milioni spesi a Verona nel 2019

«Il gioco d’azzardo patologico può portare a chiedere prestiti anche agli usurai. Si tratta di una realtà non così rara per chi è vittima dell’azzardo», sostiene Damiano d’Angelo, responsabile dell’Ufficio Antiusura del Comune di Verona

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L’anno scorso i veronesi hanno speso per il gioco d’azzardo quasi 380 milioni di euro. I numeri, forniti dalla Agenzia delle Dogane e Monopoli e dalle Lotterie nazionali, sono pubblicati sul portale del Comune di Verona dall’Ufficio Antiusura che, come ogni anno, mette online i dati statistici riguardanti l’azzardo a Verona e in tutti i Comuni della provincia.

Il valore complessivo dell’azzardo nella nostra città è dato dalla somma delle puntate fatte alle slot, alle VLT, ai giochi d’azzardo on line, per l’acquisto di Gratta e Vinci e di biglietti della lotteria. Quest’anno per la prima volta, il report tiene conto anche delle giocate online che, nella nostra città, hanno superato gli 83 milioni e 712 mila euro di valore.

«La dipendenza dall’azzardo – dice l’assessore al Bilancio Francesca Toffali – è un elemento molto diffuso anche nella nostra città. I dati che l’Ufficio Antiusura pubblica ogni anno lo dimostrano: si tratta di un fenomeno che fa girare enormi quantità di denaro e che, molto spesso, mina con i suoi effetti le stesse famiglie. Tra l’altro il legame tra azzardo e usura, in alcuni casi, rischia di diventare stretto e particolarmente pericoloso: per questo, come Amministrazione, abbiamo pubblicato un opuscolo che mette in guardia dai rischi del gioco patologico. L’allarme non riguarda solo le slot, ma anche il gioco online: c’è il rischio che questi mesi di chiusura delle attività abbiano spinto molte persone a tentare la fortuna con i giochi online, un fenomeno in netta crescita negli ultimi anni. Una questione particolarmente rilevante con la crisi economica, in cui cresce la speranza di sistemare i problemi finanziari tentando la fortuna o rivolgendosi a facili, ma pericolosissimi prestiti usurai».

A tutte le persone in difficoltà a causa dell’usura, il Comune mette a disposizione l’apposito sportello, al 2° piano di palazzo Barbieri, e il numero di telefono 045.8077088.

«Il gioco d’azzardo patologico – dice Damiano d’Angelo, responsabile dell’Ufficio Antiusura – può portare a chiedere prestiti anche agli usurai. Si tratta di una realtà non così rara per chi è vittima dell’azzardo. Ma dall’usura si può uscire: per questo abbiamo attivato questa linea diretta, che non passa dal centralino, e che garantisce la massima riservatezza a chi chiama. L’ufficio è impegnato nel raccomandare ai titolari di aziende, nel caso non ottenessero credito dal sistema legame, di non rivolgersi a quello illegale. Si impegna nel fornire ai cittadini interessati un punto di ascolto e le proprie consulenze per uscire dall’usura, in più collabora con le forze di Polizia allo scopo di denunciare eventuali responsabili di reato».

I dati mostrano come nel 2019, rispetto al 2018, le sale per VLT siano passate da 16 a 27, seppur con una lieve flessione degli apparecchi disponibili: erano 341 nel 2018 e 333 l’anno scorso. Le VLT possono essere considerate dei “piccoli casinò”, sono cioè macchine che si possono trovare solo all’interno di apposite sale, accettano giocate in banconote e consentono vincite fino a 600 mila euro. L’anno scorso, nel Comune di Verona sono stati giocati alle VLT oltre 152 milioni e 484 mila euro. Nel 2018 le giocate avevano superato i 155 milioni.
Esistono, poi, le slot “tradizionali”, note tecnicamente come Awp. Questo tipo di apparecchi si trovano in vari esercizi commerciali, tra cui bar, tabaccherie, negozi, si gioca solo con euro in moneta e le vincite in denaro non possono essere superiori a 100 euro. La durata minima di una partita è di 4 secondi. L’anno scorso le slot Awp erano presenti in 274 esercizi della città nei quali si potevano trovare, complessivamente, 1179 macchinette. Nel 2019, i veronesi hanno speso a questo tipo di slot oltre 112 milioni e 500 mila euro, mentre nel 2018 l’importo complessivo delle giocate superava i 118 milioni.
I dati pubblicati dall’Ufficio Antiusura mettono in evidenza anche le spese dei veronesi per i Gratta e Vinci. In città sono stati acquistati 5.737.310 tagliandi del Gratta e Vinci per una spesa complessiva di oltre 30 milioni e 600 mila euro. Entrambi i valori sono in lieve crescita rispetto al 2018, quando i veronesi spesero 29.9 milioni per i Gratta e Vinci.
A questo vanno aggiunte le lotterie tradizionali: nel 2019, sono stati acquistati a Verona 44.460 biglietti per un importo totale di 222.300 euro.
Complessivamente nel Comune di Verona c’è stata una spesa per i giochi, nel corso dell’anno scorso, 379.462.969 milioni di euro.

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