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Futuro incerto dei lavoratori, al Rems di Nogara clima «denso di preoccupazione»

Il sindacato Cisl Fp di Verona sta seguendo le vicende legate alla residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza, attualmente affidata alla cooperativa La Rondine, i cui vertici ora hanno guai con la giustizia

Ex ospedale Stellini di Nogara, sede del Rems (Foto Gmaps)

«Ancora più denso di preoccupazione», così il sindacato Cisl Fp di Verona descrive il clima all'interno del Rems, la residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza che ha sede nell'ex ospedale Stellini di Nogara. Ad aumentare la preoccupazione dei lavoratori sono i recenti arresti che hanno riguardato La Rondine, la cooperativa sociale abruzzese a cui è stata affidata la gestione del Rems. Per un caso sospetto di corruzione, su cui sta indagando la Procura di Pescara, sono stati arrestati Domenico Mattucci, legale rappresentante della cooperativa, e Luigia Dolce, coordinatrice de La Rondine. Notizie che non rasserenano gli animi di coloro che lavorano in una struttura sanitaria che ha il delicato compito di accogliere gli autori di reato affetti da disturbi mentali.

Animi dei lavoratori che già erano in fibrillazione per il processo di reinternalizzazione del servizio del Rems, che appunto ora è esternalizzato alla cooperativa La Rondine e che l'Ulss 9 Scaligera potrebbe tornare a gestire direttamente. Un cambiamento che suscita nei dipendenti il timore di perdere il posto di lavoro. Per questo, Cisl Fp da mesi sta seguendo questo processo di reinternalizzazione del Rems, tentando in passato anche di confrontarsi con i vertici della cooperativa La Rondine. «Tentativi caduti nel vuoto - spiega il sindacato veronese - Nonostante i nostri numerosi solleciti, non abbiamo mai ricevuto una risposta. Un silenzio inaccettabile, tanto quanto la mancanza di sensibilità, rispetto ed etica professionale nei confronti dei dipendenti. Abbiamo invece mantenuto un canale di dialogo e di confronto costantemente aperto con i vetrici dell'Ulss 9 Scaligera».
E proprio giovedì scorso, 8 aprile, si è tenuto un incontro in videoconferenza tra i rappresentanti di Cisl Fp Verona e il direttore dei servizi socio-sanitari dell'Ulss Raffaele Grottola. «Un incontro importante perché ha permesso agli operatori coinvolti di esprimere tutta la loro preoccupazione, non solo per il loro futuro, ma anche e soprattutto per le difficoltà odierne che si riscontrano nella gestione quotidiana della struttura - riferisce sempre Fp Cisl - Difficoltà ben rappresentata dalla attuale carenza di personale, soprattutto infermieristico, che nell'incertezza di una situazione mai ben chiarita dai vertici de La Rondine, ha cercato diverse e più certe opportunità di lavoro, lasciando sguarniti i ranghi dell'assistenza. Professionisti sanitari che l'attuale gestione non è riuscita a sostituire e il cui carico di lavoro ora pesa su chi è rimasto, rendendo problematica la gestione dei turni. Ora auspicando risposte sollecite e chiare sul futuro dei lavoratori, ma certamente anche per gli ospiti della struttura, ai quali si dovrebbe assicurare una continuità assistenziale nel rispetto degli standard previsti».

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