«Centri riabilitativi privati esclusi dal contributo per rinnovo del contratto»

La Regione Veneto finanzierà il 50% dei costi ai soli ospedali privati accreditati e scatta la protesta. Todesco (Fp Cgil): «Ci aspettiamo che il Governo impugni questa delibera»

Riabilitazione (Foto di repertorio)

La giunta regionale del Veneto ha deliberato l'esclusione dei centri riabilitativi dal contributo per il rinnovo del contratto della sanità privata. Una decisione che ha spinto le organizzazioni sindacali a protestare e già si preannunciano centinaia di adesioni allo sciopero. La manifestazione si terrà davanti all'ospedale di Negrar, mercoledì 16 settembre, dalle 11 alle 13.

«La Regione Veneto parla chiaro - ha spiegato la segretaria generale della Fp Cgil di Verona Sonia Todesco - Sarà finanziato il 50% dei costi per il rinnovo del contratto della sanità privata ai soli ospedali privati accreditati. Restano fuori quindi tutta l'attività sanitaria extra-ospedaliera, a partire dai centri di riabilitazione. L'operazione della Regione ovviamente si tradurrà in una fuga di massa degli imprenditori dei centri di riabilitazione dal contratto della sanità privata verso contratti meno onerosi con la conseguente svalorizzazione del settore e dei professionisti che, come è già successo in altri comparti dove si è pensato di agire mantenendo povere le retribuzioni, fuggiranno lasciando al solito far west del turnover spinto, un settore che ha invece assoluto bisogno di stabilità».

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(I soldi erogati dalla Regione Veneto ai centri di riabilitazione)

In Veneto, i centri di riabilitazione erogano prestazioni riabilitative rivolte soprattutto ai bambini in età evolutiva. Hanno un budget annuale assegnato dalla Regione di oltre 27 milioni di euro ed impiegano un migliaio di lavoratori tra fisioterapisti, logopedisti ed educatori. A Verona, il centro riabilitativo più grande è il centro polifunzionale Don Calabria di Via San Marco, a Verona, con un budget di oltre 5 milioni di euro all'anno e centinaia di lavoratori.
«Ci aspettiamo che il Governo impugni questa delibera - ha concluso Todesco Sonia - sia per la modalità di finanziamento scelta (finanziamento a funzione anziché revisione delle tariffe) sia per l'esclusione dei centri di riabilitazione. La Regione torni sui suoi passi ed eviti che un migliaio di lavoratori in tutto il Veneto siano condannati ad erogare prestazioni in servizi fortemente svalorizzati. Il 16 settembre in Veneto sciopereremo per il rinnovo del contratto nazionale fermo da 14 anni ma anche per questo comportamento della Regione Veneto».

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