Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Inediti ed eccezionali fossili di Bolca in mostra al Museo di Storia Naturale di Verona

Il reperto di pesce cartilagineo mai rinvenuto prima è la star dell'esposizione, ma non è l'unico ritrovamento di valore: «Sorprendente lo stato di conservazione di questi reperti, la possibilità di poterli avere tra le nostre collezioni è motivo di vanto»

È già stato nominato la star del museo: si tratta del reperto fossile di

mai rinvenuto prima, recuperato durante i recenti scavi paleontologici eseguiti presso i giacimenti della Pesciara di Bolca e del Monte Postale. Un esemplare eccezionalmente ben conservato, risalente a circa cinquanta milioni di anni fa e che da oggi va ad arricchire in modo considerevole il patrimonio conservato al Museo di Storia Naturale.
Il nuovo reperto non è l'unico ritrovamento di valore, ci sono infatti anche due pesci ossei di pregevole interesse, tra cui una Mene rhombea, icona dello stesso Museo, e una pianta acquatica col suo apparato radicale, tutti provenienti dalla Pesciara.

I quattro reperti da giovedì sono in mostra nell'atrio del Museo di Storia Naturale, e lo saranno fino al 24 ottobre. Dopodichè verranno spostati nelle sale dove si trovano le collezioni dedicate ai fossili e saranno oggetto di accurati e approfonditi studi.

La mostra ha lo scopo di far conoscere al grande pubblico l'eccezionale bellezza e il particolare pregio dei reperti che questi giacimenti conservano, riportati alla luce durante le più recenti campagne di scavo paleontologico, condotte nel 2019 e 2020.

La mostra

La mostra "Bolca, nuovi eccezionali ritrovamenti", si potrà ammirare dal 23 settembre al 24 ottobre 2021, nell’atrio del Museo veronese. Darà simbolicamente il via alle giornate di approfondimento su "Il patrimonio paleontologico della Val d'Alpone tra conservazione, valorizzazione e fruizione", con un ricco programma di interventi attesi per venerdì 24 settembre presso il Museo dei Fossili di Bolca e sabato 25 settembre, presso la Sala Consiliare del Municipio di Roncà.
Il desiderio di realizzare una mostra con i più significativi esemplari recuperati durante i recenti scavi paleontologici, eseguiti presso i giacimenti della Pesciara di Bolca e del Monte Postale, ha lo scopo di far conoscere al grande pubblico l'eccezionale bellezza e il particolare pregio dei reperti che questi giacimenti conservano. Tra le meraviglie proposte al Museo di Storia Naturale, un fossile di pesce cartilagineo mai rinvenuto prima, eccezionalmente ben conservato e simile alle attuali razze, due pesci ossei di pregevole interesse, tra cui una Mene rhombea, icona dello stesso Museo, e una pianta acquatica col suo apparato radicale, tutti provenienti dalla Pesciara.

Il Museo di Storia Naturale e la candidatura Unesco

La mostra conferma e sostiene l'importanza dell'attività scientifica promossa dal Museo di Storia Naturale di Verona in collaborazione con alcune università italiane, specialmente dopo che i giacimenti fossiliferi di Bolca, insieme ad altre località paleontologiche della Val d'Alpone, sono stati inseriti nella Tentative List italiana, la lista dei siti candidati a diventare patrimonio dell'UNESCO.
I siti paleontologici della Pesciara e del Monte Postale rappresentano un esempio a livello mondiale di "Fossil-Lagerstätten", depositi sedimentari, caratterizzati sia da un'elevata concentrazione di organismi sia da un eccezionale stato di conservazione. La località di Bolca, conosciuta per i suoi fossili già dalla seconda metà del 1500, è uno dei siti fossiliferi con la più antica storia di ritrovamenti e indagini, su cui si è concentrata l'attenzione scientifica italiana e straniera.
Bolca è nota particolarmente per i suoi pesci che iniziarono già a far mostra di sè nella prima raccolta naturalistica, allestita a Verona, da Francesco Calzolari nel 1571. Nel tempo ha restituito una cospicua quantità di esemplari, relativi alla fauna e alla flora caratterizzanti l'ecosistema della sequenza sedimentaria conservata nel sito e fornendo una ricca varietà di informazioni sulla biodiversità di circa 50 milioni di anni fa.
Inoltre, l'eccezionale stato di conservazione dei reperti consente di effettuare, fra gli altri, studi di dettaglio sull'anatomia degli organismi e condurre ricerche tassonomiche che hanno permesso in più di una occasione di istituire nuove famiglie, nuovi generi e nuove specie.
Dal 1999 la sezione di Geologia e Paleontologia del Museo di Storia Naturale di Verona risulta impegnata nel coordinamento e gestione delle attività di estrazione e ricerca scientifica dei siti della Pesciara e del Monte Postale.
Da allora, quasi annualmente sono state svolte campagne di scavo che hanno restituito una grande varietà di reperti tra cui molti esemplari di rilevante interesse scientifico, come il Mene rhombea recuperato nel 2019 e la razza rinvenuta nel 2020, ora oggetto di studio da parte di un gruppo di specialisti italiani e stranieri.

Foto di gruppo al museo-2

Ad inaugurare la mostra al Museo di Storia Naturale erano presenti l'assessore alla Cultura Francesa Briani, la direttrice dei Musei Civici Francesca Rossi, il curatore Leonardo Latella e gli esperti che studieranno nel dettaglio i fossili, il ricercatore dell'Università di Torino Giuseppe Marramà e lo scialista Alexander Bannikof.

«La Pesciara di Bolca continua a regalare dei tesori come quelli che oggi esponiamo in questa mostra - ha detto l'assessore Briani-. Parliamo di reperti di 50 milioni di anni fa, veri tesori di fauna e flora che vanno ad arricchire in modo considerevole le nostre collezioni. Sottolineo l'importanza delle raccolte frutto della campagne di scavo a Bolca, un rapporto che si era interrotto nel 2011 e che l'Amministrazione, d'intesa con la direzione dei Musei, ha inteso riattivare nel 2018».

«La vera star della mostra è il pesce cartilagineo di nuova razza - aggiunge la direttrice Rossi -. Sorprendente lo stato di conservazione di questi reperti, la possibilità di poterli avere tra le nostre collezioni è motivo di vanto ma soprattutto contribuisce a rendere il nostro museo un'eccellenza di livello internazionale».

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