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Sabato, 22 Gennaio 2022
Attualità Centro storico / Piazza Bra

Bando con fondi del Pnrr, su 10 Comuni veronesi partecipanti uno ottiene il finanziamento

Risorse assegnate solo ai progetti di San Bonifacio. Un progetto di Verona non è stato ammesso e altri due progetti del capoluogo sono tra gli ammessi non finanziati

Uno su dieci ce l'ha fatta. Il 30 dicembre scorso sono stati individuati i Comuni beneficiari del contributo destinato «a investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale». Le risorse erano confluite nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e per gli anni 2021-2026 ammontavano complessivamente a 3,4 miliardi di euro. Dieci i Comuni della provincia di Verona che avevano presentato progetti finanziabili con questo bando. Solo San Bonifacio si vedrà assegnare le risorse. Gli altri nove territori scaligeri, compreso il capoluogo, restano a mani vuote.

Con San Bonifacio, ottengono le risorse altri 482 Comuni italiani. I progetti finanziati sono 1.784, selezionati tra i 2.325 progetti ammessi al bando. Una novantina, invece, i progetti che non sono stati ammessi.
Il Comune di Verona aveva partecipato con tre opere, sperando di ottenere le risorse europee del Pnrr: la riqualificazione dell'Arsenale, lo Skate Park di Viale Galliano e la ristrutturazione delle scuole Fedeli. Quest'ultimo è risultato tra i progetti non ammessi, mentre Arsenale e Skate Park sono in una posizione della graduatoria che li esclude dai finanziamenti. Infatti, per finanziare tutti i progetti ammessi al bando servirebbero 4,3 miliardi di euro, circa 900 milioni in più rispetto a quanto messo a disposizione. Per questo, anche il presidente dell'associazione dei Comuni Antonio Decaro ha chiesto al Governo di reperire le risorse necessarie al finanziamento di tutti i progetti ammessi. «Tutti i progetti ammessi devono essere finanziati - ha detto Decaro - È necessario che le risorse attualmente previste vengano integrate, anche per ovviare ad alcune criticità causate dall'applicazione dei parametri usati per definire la graduatoria. Appare paradossale che da una parte l'Italia possa disporre di straordinarie risorse per investimenti e dall’altra parte ci siano progetti già pronti che non vengono finanziati, escludendo in particolare alcuni importanti Comuni del Nord».

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