Quasi sei milioni di euro per la messa in sicurezza dei piccoli comuni

Il provvedimento riguarda 78 comuni del Veronese e può coprire fino al 50% del costo dei lavori realizzati su scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale

(Foto di repertorio)

Il 10 gennaio scorso è stato firmato il decreto del Ministero degli Interni con il vengono distribuiti 400 milioni di euro ai comuni per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale. È un finanziamento a pioggia per i piccoli comuni con al massimo ventimila abitanti, i quali potranno accedere senza istruttoria. Verranno assegnati 40mila euro per i comuni con popolazione inferiore ai duemila abitanti, 50mila euro per ciascun comune tra i duemila e i cinquemila abitanti, 70mila euro per i comuni da cinquemila a diecimila abitanti e infine 100mila euro per i comuni tra i diecimila e i ventimila abitanti. L'unico vincolo è temporale: i lavori devono iniziare prima del 15 maggio 2019, pena la revoca del contributo.

Questo governo è vicino alle amministrazioni comunali che da anni, tra patti di stabilità e tagli insostenibili al personale, faticano a dare risposte ai cittadini - ha commentato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Mattia Fantinati - Siamo consapevoli di quanto questo intervento rappresenti una piccola goccia nel mare magnum delle necessità dei piccoli comuni, ma è comunque un segnale importante.

Il provvedimento riguarda 92 comuni del Veronese e può coprire finanziariamente fino al 50% dei lavori realizzati.

«Invito i comuni a fare presto, a mettere subito in atto il piano, ad aprire velocemente i cantieri e a non sprecare un'occasione preziosa per il territorio e per il settore - ha sottolineato Carlo Trestini, presidente di Ance Verona Costruttori Edili - Per la provincia di Verona sono stati stanziati 5,8 milioni di euro. L'Ance è a disposizione per fornire tutto il supporto necessario per accelerare le tempistiche. I soldi messi a disposizione non sono molti, ma sono per tutti. Come Ance abbiamo fortemente voluto un piano di piccole opere, perché più semplici da avviare, più capillari nel raggiungere i territori, nel riversarsi nell'economia. Uno strumento che ci auguriamo che in futuro venga incrementato e potenziato così da poter essere utilizzato su più ampia scala».

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