Fondazione Arena, dubbi sul bilancio ma potrebbe tornare il corpo di ballo

La Corte dei Conti ha evidenziato alcuni punti critici nella sua relazione annuale. Intanto, il rappresentante della Regione Veneto nel consiglio di indirizzo, Gabriele Maistrelli, lancia segnali positivi

(Foto Ennevi)

In Arena continuano le prove degli artisti che suoneranno, canteranno e si esibiranno nei prossimi spettacoli dell'Arena Opera Festival, ma intanto la politica locale e regionale non smette di discutere di Fondazione Arena e soprattutto dei suoi bilanci.

Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco si è concentrato sulla relazione annuale della Corte dei Conti sul bilancio della 2017 dell'ente lirico veronese. «Patrimonializzazione, debito e contribuzione: sono questi i tre punti critici evidenziati dai magistrati contabili - ha detto Bertucco - e di tutti i problemi strutturali evidenziati, quali sono stati affrontati? La risposta è: nessuno. Comune e vertici della fondazione continuano a brindare con i soldi dello Stato». La Corte dei Conti, infatti, sottolinea che la contribuzione degli enti pubblici è in aumento solo grazie all'apporto dello Stato, che incide per oltre il 70% del totale dei contributi. «Comune e Regione ci tengono o no alla Fondazione Arena? - chiede Bertucco - Se sì devono sforzarsi di più: i 200mila euro investiti annualmente dal Comune di Verona sono una cifra irrisoria rispetto al ritorno economico prodotto della stagione lirica sul territorio. Idem per i 600mila euro della Regione Veneto».
La Corte dei Conti, in più, appunta che la situazione patrimoniale è problematica in quanto il patrimonio netto resta ancora molto inferiore al valore degli immobili conferiti in uso gratuito. E problematico è anche l'indebitamento, pari a quasi 28 milioni di euro.

In Regione Veneto, invece, si è tenuta nella sesta commissione l'audizione di Gabriele Maistrelli, il rappresentante regionale all'interno del consiglio di indirizzo di Fondazione Arena. E il passaggio più significativo della sua audizione è stata la conferma della volontà di ricostruire un corpo di ballo stabile, un elemento che era stato tagliato durante il commissariamento della fondazione per far quadrare i conti.
«Questo annuncio ci lascia sperare nel possibile ritorno di una componente di eccellenza come quella dei ballerini che hanno portato il nome di Verona nel mondo», ha commentato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco, il quale insieme al consigliere comunale 5 Stelle Alessandro Gennari ha però aggiunto: «Riteniamo che sul conto della società Arena di Verona srl, che gestisce l'extra lirica, insistono ombre. In particolare non è chiaro come stia gestendo i ricavi degli eventi organizzati. Deve essere messa in liquidazione e tutto deve tornare sotto la gestione della fondazione».
Contento per l'ipotesi del ritorno di un corpo di ballo organico in Fondazione Arena il consigliere regionale di Centro Destra Veneto e fondatore di Verona Domani Stefano Casali. «Aspettiamo di sapere i termini e i tempi nei quali Fondazione Arena concretizzerà questo impegno dichiarato», ha commentato Casali.
Più critica la voce della consigliera regionale del Partito Democratico Orietta Salemi: «Restano ancora aperti molti interrogativi - dice - Un tema particolarmente caldo è quello dei rapporti tra l'azienda che gestisce l'extralirica, la fondazione e il Comune: in conformità con lo statuto di Fondazione Arena, quanto realizzato in Arena è di diritto esclusivo della Fondazione stessa. Dai bilanci sembra però risultare che ceda i ricavi dell'extralirica al Comune. Se è davvero così occorre fare luce su questa partita di giro, quanto meno singolare. Altro capitolo riguarda il processo di razionalizzazione dei costi: il piano di risanamento prevedeva l’esercizio di controllo delle spese per consulenze, appalti e management; vogliamo capire se questo è avvenuto o se gli unici a fare sacrifici sono stati invece i lavoratori. Restiamo poi in attesa del nuovo piano industriale per comprendere come sarà messa a rendita l'attività invernale del Filarmonico, in modo che i proventi della Fondazione non siano limitati alla sola stagione estiva».

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