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Tregua interna a Fondazione Arena. Bertucco: "Operazione di facciata"

I sindacati hanno ribadito che i lavoratori hanno fatto la loro parte. E il consigliere comunale ha aggiunto: La squadra del sindaco Sboarina non riesce a mettere in piedi un progetto di rilancio convincente"

Se prima il motto era "tutti devono fare la loro parte", ora i lavoratori di Fondazione Arena rispondono "fate anche voi la vostra parte". Questo concetto è stato espresso oggi da Mauro Vianello, segretario gerenale del sindacato Fistel Cisl, durante il tanto atteso Consiglio di Indirizzo di Fondazione Arena. Tanto atteso perché dal 20 settembre era stato rimandato ad oggi e perché la riunione di oggi doveva essere utile a superare lo stallo generato dai dissidi interni tra i dirigenti dell'ente e la sovrintendente Cecilia Gasdia.

"Il presidente di Fondazione Arena e sindaco di Verona Federico Sboarina - ha dichiarato Vianello - ha ribadito la scelta dell'attuale management ricade sotto la loro responsabilità; che non c'è stato un perfetto rispetto dei ruoli e che il management deve funzionare altrimenti sono pronti a soluzioni estreme". La situazione rimane però inspiegabile per il sindacato che non ritiene "giustificabile l'esistenza di un braccio di ferro finalizzato a indebolire un sovrintendente che ha portato risultati positivamente inaspettati nelle casse di Fondazione Arena".

Pare dunque che all'interno di Fondazione Arena si sia giunti ad una tregua, che però per il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco "è più un'operazione d'immagine che di sostanza".

Il nodo che divide i vertici è tutto politico e riguarda il futuro dei lavoratori della Fondazione Arena - sostiene Bertucco - Questa sovrintendenza, questa dirigenza e questo Consiglio di Indirizzo ("la squadra" come l'aveva definita Sboarina con facile entusiasmo) non riesce a mettere in piedi un progetto convincente per il rilancio dell'ex ente lirico, un progetto capace di tenere insieme il rigore dei conti con il riconoscimento dei sacrifici fatti dai lavoratori. E probabilmente non ci riusciranno da soli. Il commissario straordinario per le fondazioni lirico-sinfoniche Gianluca Sole è stato chiarissimo: finora è mancato (e continua a mancare) il supporto degli enti locali e dei privati. Comune e Regione in primis. Questa amministrazione non solo non ha assegnato significativamente più risorse alla Fondazione Arena, ma non sta facendo nulla per toglierle dai piedi la zavorra del finto museo Amo e dell'extralirica. Anzi, lo stesso sindaco che indica la sovrintendente Gasdia pensando a De Cesaris, si fa dettare la politica culturale da Gianmarco Mazzi. Non si sta pensando nemmeno al grande tema della ripatrimonializzazione della Fondazione Arena, evidenziato da tutte le ispezioni della magistratura contabile.

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