Focolaio di Covid-19 a Verona: marito ricoverato e famiglia messa in quarantena

La Regione Veneto ha fornito i dati relativi ai casi del weekend e i risultati delle analisi sul genoma del coronavirus arrivato dalla Serbia nelle province di Vicenza e Padova

Immagine generica

La Regione Veneto ha diffuso l'analisi dei nuovi focolai che si sono sviluppati sul territorio nel corso del weekend compreso tra il 10 e il 12 luglio. Uno di questi è stato scoperto in un nucleo familiare di origine romena residente a Verona e preso in cura dall'Ulss 9. 

Dopo che il marito aveva sviluppato sintomi riconducibili al Covid-19, una donna ha effettuati privatamente un tampone il 10 luglio, risultando positiva. Inoltre, il 9 luglio, l'uomo si era sentito male e si era recato in Pronto soccorso, dove a sua volta è stato sottoposto al tampone che è risultato anche in questo caso positivo. 
Il marito attualmente è ricoverato all'ospedale di Borgo Roma, mentre i contatti stretti (in casa vivono 10 persone) sono stati messi in quarantena e in queste ore verranno sottoposti ad ulteriori test. 

LE ANALISI - Lo stesso Luca Zaia, nel corso del punto stampa streaming che si è tenuto lunedì, ha annunciato di aver fatto sequenziare il virus portato in Veneto dalla Serbia, con le analisi che avrebbero mostrato la sua maggiore contagiosità. 
È stato l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Venezie (IZSVe) a compiere l'operazione sul genoma completo dei quattro campioni di SARS-CoV-2 ricevuti il 3 e 4 luglio 2020, provenienti dalle provincie di Padova e Vicenza.

tabella 2-3-58

Le sequenze dei virus di Padova e Vicenza sono risultate identiche tra loro, ad indicare una probabile connessione epidemiologica tra i quattro casi

L’analisi filogenetica (Figura 1) mostra che i virus analizzati appartengono al lineage B.1.1. Le sequenze sono strettamente correlate con quelle di virus identificati in Serbia e in Danimarca nei mesi scorsi. Correlazione che viene confermata dal network riportato in Figura 2. In particolare, la variante genetica identificata nei campioni di Padova e Vicenza mostra 3 differenze nucleotidiche e 3 differenze aminoacidiche rispetto ai virus dalla Serbia e 4 differenze nucleotidiche e 3 differenze aminoacidiche rispetto al virus dalla Danimarca.

Il lineage B.1.1 è stato identificato anche in Italia e in Veneto. Infatti, le sequenze di virus Italiani (in blu in Figura 1) ricadono all’interno di quattro lineage nominati B, B.1, B.1.1 e B.1.5. Le 39 sequenze ottenute ad oggi in Veneto (in fucsia in Figura 1) da tamponi effettuati nel periodo 21 marzo-1 maggio si distribuiscono in tutti e quattro i gruppi. Tali gruppi genetici sono stati identificati anche in altri paesi Europei e in varie parti del mondo (in nero in Figura 1).

Tuttavia i quattro virus in oggetto sequenziati a luglio presso l’IZSVe si differenziano dalle varianti identificate ad oggi in Veneto e in Italia, rispetto ai quali mostrano da 7 a 72 differenze nucleotidiche (4-12 differenze amminoacidiche) con i virus del Veneto e da 7 a 165 differenze nucleotidiche (4-12 differenze amminoacidiche) con i virus delle altre regioni d’Italia.

Sulla base dei dati genetici ad oggi disponibili, la stretta correlazione dei virus di Padova e Vicenza di luglio con i virus della Serbia suggerisce che la nuova variante possa essere stata introdotta in Italia da persone che hanno soggiornato in questo paese. L’incrocio di queste analisi con dati epidemiologici potrà supportare tale ipotesi.

Figura 1-2

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Figura 2-2

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