«Priorità ai minori, priorità al diritto all’istruzione», flash mob a Verona

Organizzato in Piazza dei Signori alle 18.30 da «E la scuola no?», «Ridateci la Scuola» e «Per chi guarda lontano», tre movimenti d'opinione cittadini

(Foto Facebook - Ridateci la Scuola)

Alla fine del mese di maggio avevano presentato una mozione sull'argomento in Comune a Verona e ora i tre gruppi di opinione pro-minori e pro-scuola veronesi hanno deciso di unirsi in un flash mob fissato per oggi, 25 giugno, in piazza dei Signori, con lo scopo di dare voce a studenti e famiglie che hanno concluso l'anno scolastico senza sapere quando e come potranno tornare in aula. 
“E la scuola no?”, “Ridateci la Scuola” e “Per chi guarda lontano”, sono i tre movimenti d'opinione cittadini che danno appuntamento alle 18.30 con il presidio dal titolo “Priorità ai minori, priorità al diritto all’istruzione”, al quale collabora il comitato nazionale “Priorità alla Scuola”.

«Abbiamo deciso di unire le forze con altri due gruppi cittadini sensibili al tema minori e scuola e di organizzare una manifestazione per dare voce a bambini, ragazzi e famiglie che ancora restano in attesa di risposte fondamentali per la ripresa dell’anno scolastico a settembre», ha spiegato Valentina Infante di “E la Scuola no?”.
Secondo i movimenti organizzatori, dopo il lockdown per l'epidemia da Covid-19 che ha portato alla chiusura forzata delle scuole e dei servizi dell'infanzia, la situazione sarebbe ora stagnante, visto l'avvicinarsi di settembre e l'assenza di risposte chiare. 
«Ad oggi non esistono ancora linee guida nazionali per la riapertura dei nidi e dei servizi nella fascia 0-3 (al momento solo previste in modalità “centro estivo”), mentre le linee guida nazionali per la riapertura delle scuole dall'infanzia alle superiori si sovrappongono a quelle proposte dalle Regioni generando un quadro di profonda incertezza all’interno del quale dirigenti, operatori e famiglie non riescono ad orientarsi»,ha proseguito Valentina.

Continuando il percorso iniziato da Ridateci la Scuola con il deposito di una mozione a Palazzo Barbieri lo scorso 29 maggio, nella quale veniva richiesto alle istituzioni territoriali il massimo impegno per la tutela dei diritti dei minori e per la riattivazione del comparto scuola, «la scorsa settimana siamo stati ricevuti, insieme a rappresentanti di “Per chi guarda lontano”, dal sindaco Federico Sboarina per ribadire i contenuti della mozione e per chiedere l’apertura di un tavolo tecnico, che dovrebbe essere convocato per questa settimana, che raccolga tutte le competenze del mondo scuola: rappresentanti del Comune e della Provincia insieme ai relativi uffici tecnici, rappresentati del Provveditorato e dei dirigenti scolastici – prosegue Giulia Ferrari di “Ridateci la Scuola” – affinchè il Comune utilizzi tutte le risorse utili e si faccia parte attiva con Governo e Regione, per realizzare sul territorio le soluzioni indispensabili per la ripartenza a settembre e assicurare che nessuno venga lasciato indietro: non i bambini i cui diritti paiono essere stati dimenticati, non gli adolescenti lasciati a navigare a vista in un periodo così complesso della loro vita, non le famiglie prive di ammortizzatori sociali adeguati, non le madri che hanno scontato in misura drammatica le difficoltà del rientro lavorativo».

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«Riteniamo necessario far sentire con forza le richieste di chi sino ad ora è rimasto senza voce, senza risposte e senza prospettive chiare – conclude Ilaria Rigoli di “Per chi guarda lontano” – per questo chiediamo ai genitori e a tutti i cittadini di partecipare al flash mob di giovedì 25 giugno in Piazza Dante, dalle 18.30 alle 19.30, per chiedere il rispetto della dignità e della salute psicofisica dei minori, la riapertura delle scuole a settembre che tenga conto della situazione sanitaria nazionale ed europea e dell’evolversi della letteratura scientifica e nel rispetto della specificità di ogni fascia di età e l’attribuzione di risorse straordinarie alle scuole di ogni ordine e grado. Uno Stato civile non può che partire dalla scuola, non può che ripartire dai bambini che saranno il futuro per tutti, perché una comunità che non investe sul domani è destinata all'atrofia sociale».

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