Agsm, la presidenza Finocchiaro si apre con un'imprevista fuga di notizie

È apparsa la copia di un documento strettamente privato, un presunto piano di esuberi in cui si prospetta un drastico calo dei dipendenti all'interno della più importante società controllata dal Comune di Verona

Sede Agsm (Foto di repertorio)

Il previsto e l'imprevedibile, tutto in un giorno ad Agsm, la principale azienda controllata dal Comune di Verona.

IL PREVISTO. Ieri, 10 aprile, si è riunito il consiglio di amministrazione di Agsm rinnovato dopo le dimissioni che hanno fatto cadere il presidente Michele Croce. L'unico nome nuovo rispetto al cda passato è quello del nuovo presidente Daniele Finocchiaro. Tutto è andato come previsto, insomma, con i consiglieri dimissionari Mirco Caliari, Maurizio Giletto, Stefania Sartori e Francesca Vanzo rinnovati e un uomo nuovo sulla poltrona del presidente.
Daniele Finocchiaro, 52 anni, è attualmente anche alla guida del consiglio d'amministrazione dell0Università di Trento e presiede il Gruppo Tecnico “Ricerca e Innovazione” di Confindustria. Laureato in economia politica alla Bocconi di Milano, ha master in economia sanitaria ed in studi diplomatici. È stato presidente ed amministratore delegato di GlaxoSmithKline Spa nonché responsabile dell'area Relazioni Istituzionali di Farmindustria, l’associazione che raggruppa le industrie farmaceutiche italiane.

L'IMPREVISTO. Ciò che non si poteva prevedere nella giornata di ieri è un'allarmante fuga di notizie, con la copia di un documento strettamente riservato apparsa sulla bacheca sindacale dell'azienda. Un documento di cui non è stata confermata l'autenticità, ma che ha comunque allarmato i dipendenti dell'azienda. Si tratta, infatti, della parte di una relazione in cui si prospetterebbe una drastica riduzione del personale

Il sindaco chiarisca: il documento è vero? - chiedono i consiglieri comunali del Partito Democratico di Verona Federico Benini e Elisa La Paglia - E di quale politica o linea programmatica farebbe parte? Al di là dei messaggi anonimi, siamo sconcertati dal comportamento del sindaco e della sua amministrazione che ha mostrato di non ritenere prioritario mettere in sicurezza Agsm prima di lanciarla nell'operazione con Ascopiave. Ci si chiede per chi stiano lavorando il Sboarina e la Lega, se per la città di Verona o per qualche altro interesse più o meno inconfessabile. È necessario che il Sindaco e l'assessore Polato vengano a riferire quanto prima in commissione.

Preoccupato del presunto piano di esuberi anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco. «Trattandosi di documenti riservati, la fonte non può che essere interna alla stessa maggioranza e ciò dimostra quanto tesi, al limite della rottura, siano i rapporti nella compagine del sindaco sulle scelte da compiere e i nodi da affrontare - scrive Bertucco - Per tutta risposta il sindaco continua a temporeggiare. La città ha fortissimi motivi di preoccuparsi. O Sboarina dimostra che le preoccupazioni sono infondate oppure deve decidersi ad affrontare i lavoratori Agsm per spiegare che cosa sarà di loro e delle aziende».

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