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Filobus, il presidente di Amt Rupiani: «Lavori ripartono entro la fine dell'anno»

Il progetto potrebbe essere modificato, con una riduzione di sei chilometri del percorso in cui il mezzo è attaccato ai fili elettrici. Ma Bertucco attacca: «È l'ennesimo ritardo sullo stato di attuazione dell'opera»

«I lavori riprenderanno nei prossimi mesi e comunque entro il 2021». A dirlo è stato Alessandro Rupiani, presidente di Amt, l'azienda controllata dal Comune di Verona incaricata di appaltare i lavori del filobus. Ed i lavori a cui si riferisce Rupiani sono proprio quelli della filovia, i quali sono stati affidati ad un'associazione temporanea di imprese (Ati) e che, a detta di Rupiani, ripartiranno entro la fine dei quest'anno.

Il presidente di Amt ne ha parlato martedì scorso, 13 luglio, durante un'incontro in cui ha parlato dello stato di salute dell'azienda. Un'azienda dal patrimonio netto in crescita, con un margine di tesoreria stabile e senza debiti. Amt è dunque in salute e continua a collaborare con l'Ati per completare le opere necessarie alla messa in funzione della filovia.
E la collaborazione tra Amt e Ati, al momento, prevede qualche cambiamento del progetto e la valutazione di un'analisi tra costi e benefici che Amt ha realizzato e trasmesso all'Ati. «È evidente – si legge nella perizia – che il raggiungimento dei richiesti parametri di efficienza tecnologica ed efficacia funzionale porti unicamente a proseguire con la scelta della bifilare». Quindi, il filobus continuerà a correre lungo una linea elettrificata, anche se questa linea verrà ridotta di 6 chilometri. E nei tratti in cui il mezzo non sarà attaccato alle linee elettriche (principalmente in centro storico), il veicolo procederà grazie ad una batteria e quindi la filovia sarà comunque tutta elettrica.
Le altre proposte di variazione del progetto avanzate da Amt riguardano: il percorso in Via Pisano-Spolverini, in Via San Paolo e all'Ex Manifattura Tabacchi; l'elettrificazione del deposito con l'installazione di pannelli fotovoltaici, l'adeguamento delle pensiline e migliorie tecnico-economiche finalizzate al contenimento energetico. Ed è in fase di valutazione anche l'adozione di mezzi lunghi 18,74 metri al posto degli mezzi previsti, la cui lunghezza è di 17,92 metri.

Ma per il consigliere comunale di opposizione Michele Bertucco, le parole di Rupiani non è sono altro che l'annuncio dell'«ennesimo ritardo sullo stato di attuazione del filobus». Bertucco ha ricordato che nel giugno 2020 il sindaco Federico Sboarina aveva promesso una soluzione «in pochi mesi» dello stallo sul filobus. Stallo che per il consigliere di minoranza ancora c'è. «Delle tre varianti urbanistiche su Via Pisano-Viale Spolverini, Via San Paolo ed Ex Manifattura Tabacchi non c'è neanche l’ombra - ha commentato Bertucco - E il presidente Rupiani si è ben guardato dal dire qualcosa sull'unificazione dei sottopassi in Città di Nimes che sono ancora la parte più impegnativa del progetto».
Mentre i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani hanno ricordato che i lavori per il filobus potrebbero essere costati «centinaia di alberi tagliati forse per nulla lungo il tracciato previsto» per installare «piloni per reggere i fili elettrici, molti dei quali potrebbero risultare in esubero. Altro che grosso successo di Amt, questo è il fallimento di una amministrazione che non riesce a dare risposte alla città e ai quartieri».

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