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(Foto di repertorio)

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Ciclisti a Verona, l'allarme di Fiab: «Aumentano quelli privi di luci»

Su 1.019 ciclisti controllati in un'ora e mezza, il 38,1% (con punte del 44% in Viale Piave) non aveva neanche un dispositivo di illuminazione. Mentre un altro 33% era in regola solo in parte col codice della strada

Dopo un periodo di lenta ma costante riduzione tra il 2011 e il 2018, i ciclisti che circolano per le strade di Verona privi di qualsivoglia dispositivo di illuminazione sono tornati a crescere negli ultimi due anni. «Lanciamo quindi una proposta ai rivenditori ma anche ai legislatori - scrive Fiab Verona - Visto che la quasi totalità delle mountain bike vengono impiegate anche e soprattutto su strada, perché non proporre agli acquirenti un pacchetto di dotazioni che li metta in condizioni di circolare in regola con il codice della strada?».

Quest'anno, la sezione veronese della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) ha tenuto la decima edizione di «Ciclista Illuminato», tradizionale iniziativa che verifica e sensibilizza i ciclisti urbani sull'uso delle luci. In un’ora e mezza, dalle 17.20 alle 18.50, ai quattro varchi di accesso della città storica (Ponte Nuovo, Ponte della Vittoria, Corso Castelvecchio e Viale Piave), sono stati distribuiti gratuitamente circa 150 coppie di luci e giubbini rifrangenti.
«I passaggi di ciclisti rilevati si attestano in linea con gli anni precedenti - fà sapere Fiab Verona - 1.019 passaggi, il 14% in meno rispetto al 2019 ma la riduzione è più che giustificata dallo smart working, dalla chiusura anticipata degli esercizi pubblici e dalla chiusura totale di molte altre attività quali palestre o corsi pomeridiani. I ciclisti senza illuminazione sono passati dal 58% del 2011 al 33% del 2018, con una riduzione lenta ma costante, poi hanno ripreso a crescere: erano il 39,7% nella rilevazione 2019 e sono il 38,1% in quest’ultima rilevazione 2020 con punte del 44% in Viale Piave. Restano invece sostanzialmente stabili da qualche anno attorno al 33% coloro che usano entrambe le luci (ma non sono ancora in regola col codice della strada che prescrive anche i catarifrangenti ai raggi peraltro difficili da conteggiare). Mentre i ciclisti in regola con il codice della strada restano una esigua minoranza: il 10% circa, ma in crescita. Migliorare è facilissimo, bastano pochi euro per una coppia di luci a led. E allora perché non si fa? La nostra idea è che la ragione, oltre ad essere economica e culturale, sia anche tecnica: l'avvento delle ebike, la maggior circolazione delle bici del bikesharing e forse anche delle pieghevoli di nuova generazione sono fattori a favore dell'uso delle luci. Purtroppo l’elevato numero di mountain bike in circolazione è un fattore decisamente negativo. Queste bici non hanno dotazione di luci all'origine, non hanno parafanghi né portapacchi e ben pochi utilizzatori si preoccupano di attrezzarle con quel minimo che sono le luci a led».

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