A Verona il "Festival della dottrina sociale", Sboarina: «Occasione di confronto etico»

«Per chi, come me, ricopre un ruolo amministrativo, - ha detto il primo cittadino veronese Federico Sboarina - il festival diventa un momento da cui attingere»

Il sindaco di Verona Federico Sboarina

È iniziato il 21 novembre, il Festival della Dottrina Sociale, giunto quest’anno alla nona edizione. La quattro giorni di riflessioni, incontri e dibattiti si terrà al Cattolica Center e prevede la partecipazione di oltre 100 relatori tra imprenditori, sindacalisti, docenti universitari, artisti e volontari di associazioni no profit. Molte le persone attese fino a domenica che saranno chiamate a confrontarsi sul tema del festival di quest’anno che è “Essere presenti: polifonia sociale".

Il festival si è aperto con il video messaggio di Papa Francesco, cui sono seguite le testimonianze del vescovo di Aleppo, mons. Antoine Audo, e del cardinale del Congo Laurent Monsengwo Pasinya. Nei prossimi giorni sono in programma più di 20 eventi tra incontri, tavole rotonde, workshop e spettacoli. La chiusura di questa edizione del festival si terrà domenica, alle 10, all’auditorium di San Fermo con la sottoscrizione da parte dei rappresentanti pubblici e privati della città della "Carta dell’impegno pubblico del cristiano".

La nona edizione del Festival della Dottrina Sociale è stata presentata dal sindaco Federico Sboarina, dal coordinatore della manifestazione mons. Adriano Vincenzi, dalla vicepresidente di Cattolica Assicurazioni Barbara Blasevich, dal segretario generale di Fondazione Cattolica Adriano Tomba e dal segretario generale di Cisl Verona Massimo Castellani: «Il fatto che sia giunto alla nona edizione – ha detto il sindaco Sboarina – indica che il Festival della Dottrina Sociale ha colpito nel segno, ha saputo rinnovarsi e diventare un appuntamento tradizionale di incontro e di arricchimento su temi fondamentali e sulla possibilità di applicarli nella professione e nella vita quotidiana».

«Per chi, come me, ricopre un ruolo amministrativo, - ha quindi aggiunto il primo cittadino veronese - il festival diventa un momento da cui attingere perché dal confronto etico e dalla dialettica nascono scintille da cogliere e trasformare in atti concreti. Il tema della "polifonia sociale" è particolarmente importante perché mette al centro il dialogo tra più voci e la possibilità di parlare e di parlarsi per raggiungere il bene della comunità. Governare un territorio, infatti, non è solo frutto di atti amministrativi, ma anche di un’impostazione etica e di un’assunzione di responsabilità nei confronti della collettività. Valori in cui credo profondamente. Sarà stimolante ascoltare come il sociale ormai entra in diversi ambiti dell’economia del nostro territorio e, allo stesso tempo, scoprire il ruolo economico rivestito dal mondo no profit. Vista la qualità dei relatori e l’importanza del programma, - ha quindi concluso Sboarina - sono certo che l’edizione di quest’anno sarà un vero e proprio successo. Dal confronto e dal dibattito, infatti, nascono opportunità concrete. Questo Festival è una grande occasione per tutti. Ringrazio gli organizzatori per l’impegno e per averne fatto dono alla nostra comunità».

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All’incontro con la stampa è intervenuta anche la vicepresidente di Cattolica Assicurazioni, Barbara Blasevich, che ha voluto rendere esplicito il senso del sostegno al Festival da parte della sua società: «Non esiste un pensiero unico: come Cattolica abbiamo un modello d’impresa cooperativo che ci caratterizza fin dalla nostra fondazione - ha detto ancora Barbara Blasevich - e che ci permette di essere una compagnia particolare nel panorama assicurativo nazionale, diversa. Perché siamo aperti al mercato, affrontando le sfide che ogni giorno siamo chiamati a raccogliere, ma contemporaneamente mantenendo un’attenzione specifica ai territori nei quali operiamo e ai quali restituiamo parte di quanto riusciamo a produrre. La nostra diversità è la nostra ricchezza. Anche al Festival della Dottrina Sociale - ha aggiunto Barbara Blasevich - il nostro obiettivo è di favorire il dialogo tra le diverse esperienze che saranno presentate in un’ottica di crescita della nostra società, delle persone che la vivono, delle famiglie e delle imprese. La “polifonia” del titolo di questa edizione richiede il rispetto delle varie posizioni, in modo da individuare percorsi comuni che facciano da lievito alla nostra organizzazione sociale, alla nostra capacità di stare insieme, di vivere, di produrre». Per Barbara Blasevich, non si deve avere paura del confronto ma, piuttosto, bisogna temere le chiusure. Quando una società si chiude rispetto al mondo che la circonda, comincia a regredire. Bisogna invece favorire l’incontro, l’apertura, la libertà, la responsabilità.

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