Vespaio sul Festival della Bellezza: «Poche donne». Maggie Taylor: «Copyright violato»

Organizzatori obbligati a rimuovere l'immagine tipica della rassegna, la fotografia "Ragazza con un abito di api" dell'artista Maggie Taylor. Critiche per la scarsa presenza femminile, ma il consigliere Pd Benini difende i promotori: «Lasciate perdere le puerili polemiche»

Post Facebook dell'artista Maggie Taylor

Esplode il caso "Festival della Bellezza" a Verona, a pochi giorni dall'inizio della sua seconda sezione che, dopo gli spettacoli svoltisi al Teatro Romano, vedrà una serie di artisti, filosofi, pensatori, musicisti e letterati susseguirsi sul palco posizionato per la prima volta al centro dell'Arena. In realtà le polemiche piovute sulla rassegna in queste ore sono non una, bensì due: da una parte c'è quella che in molti hanno notato essere una carenza di personalità femminili nel programma della rassegna, cosa che in tempi di promozione delle "pari opportunità" ha fatto storcere il naso a diverse persone, dall'altra vi è invece quella che riguarda l'utilizzo, oramai da anni, da parte degli organizzatori del festival di un'opera d'arte quale immagine ufficiale della manifestazione. L'opera in questione è dell'artista americana Maggie Taylor, fotografa di fama mondiale alla quale peraltro il glorioso Centro Internazionale di Fotografia agli Scavi Scaligeri, oggi purtroppo ancora non fruibile ai visitatori ma pur sempre attivo, aveva a Verona dedicato un'ampia mostra personale nel 2009, utilizzando legittimamente in quella circostanza quale immagine promozionale proprio la medesima fotografia dal titolo "Girl with a bee dress" (Ragazza con un abito di api, ndr) finita oggi al centro dell'affaire "Festival della Bellezza". 

Tralasciando per un momento la non meno importante questione della presenza di donne ritenuta da alcuni insufficiente e dunque discriminatoria al festival, che cosa è successo in relazione all'opera di Maggie Taylor che ritrae una giovanissima fanciulla dal volto androgino, in mezzo busto, con le mani che reggono un fiore ed il corpo ricoperto di api? Difficile dirlo con certezza, ma la spiegazione ufficiale fornita via social dagli organizzatori del festival suona esattamente come segue:

«Siamo dispiaciuti di dover modificare l'immagine del Festival a causa di un'incomprensione sull'utilizzo di quella che ci ha accompagnati per lungo tempo, con l'autorizzazione avuta dal rappresentante italiano dell'Artista».

Post Facebook Festival della Bellezza

Post Facebook Festival della Bellezza

I promotori del Festival della Bellezza parlano di un'«incomprensione», ma l'artista in questione Maggie Taylor, sempre a mezzo social, ha usato parole davvero durissime sollevando molte questioni. Sul suo profilo Facebook ufficiale, infatti, non più di 24 ore fa è comparsa la seguente nota firmata dalla fotografa statunitense:

«Un fan del mio lavoro - si legge nella nota di Maggie Taylor - mi ha appena avvisato che un festival a Verona, in Italia, sta usando illegalmente molte delle mie immagini per i loro poster e sito web. È anche controverso: un festival su eros e bellezza e stanno usando la mia immagine "Ragazza con un abito di api" di una minorenne. La maggior parte degli oratori (speakers) al festival sono maschi. Se qualcuno sa di un organo di stampa che potrebbe voler scrivere una storia su questo, vi prego di farmi contattare. Che disgustosa e flagrante violazione del copyright! (How disgusting and a flagrant copyright violation!). Si chiama Festival Bellezza e lo usano su Facebook e Instagram, nonché sul loro sito e prodotti!».

Post Maggie Taylor Festival della Bellezza

Post Facebook Maggie Taylor

Insomma, l'artista americana (che ha poi rincarato la dose anche su Instagram) parrebbe averla presa piuttosto male. Dalle sue dichiarazioni quel che si evince è che non solo sembrerebbe essere stata all'oscuro di tutto, ma pure di essere contraria allo stesso utilizzo, da lei definito «controverso», della sua opera d'arte che ritrae una ragazza minorenne (an underage girl) per la promozione di un festival «su eros e bellezza». La stessa artista poi lega a doppio filo le due polemiche di cui sopra, nel momento in cui corsivamente annota: most of the speakers at the festival are male, vale a dire «la maggior parte degli oratori del festival sono maschi». Una critica, giusta o sbagliata che sia non sta a noi dirlo, ma in ogni caso non nuova in realtà nei confronti del Festival della Bellezza, se è vero che in tal senso già nel 2018 un articolo del quotidiano online Verona In riportava nel titolo e nel testo argomenti non dissimili ("Al Festival della Bellezza grandi assenti le donne"), trovando poi riscontri anche tra i lettori (qui una lettera pubblicata dal titolo "Un festival della bellezza affidato al pensiero maschile"). In merito, la difesa degli organizzatori della rassegna culturale è stata affidata in queste ore ad una nota ufficiale che reca le firme peraltro anche di due donne, Alessandra Zecchini per il "Coordinamento generale" e Marilisa Capuano per la "Programmazione editoriale" oltre che del Direttore artistico Alcide Marchioro:

«L’organizzazione del Festival della Bellezza è molto dispiaciuta per le polemiche in una stagione che ha richiesto un particolare impegno per tenere viva la cultura e ritrovare la condivisione tra le persone. - si legge nella nota ufficiale del Festival della Bellezza - L’attuale programma non riflette quello originario che avrebbe previsto eventi ideati per il Festival da artiste come Charlotte Rampling, Ute Lemper, Jane Birkin e Patti Smith, che sono state impossibilitate a partecipare per le problematiche relative al Covid. Molte altre figure femminili sono state invitate, ma non se la sono sentita di intervenire in un periodo difficile in un contesto particolare come l’Arena di Verona. Chi conosce il Festival sa qual è lo spirito che lo anima e le riflessioni che vengono proposte. Da Catherine Deneuve a Lella Costa, da Patti Smith a Laura Morante, da Fanny Ardant a Melania Mazzucco, le donne sono sempre state protagoniste, invitate per il loro pensiero e il loro talento, elementi distintivi nel mondo della cultura e dell’arte in cui è indifferente l’appartenenza a un genere».

Post Instagram Maggie Taylor Festival della Bellezza 2020

Post Instagram Maggie Taylor

Inutile dire che tra i commentatori sui social si è scatenata una vera e propria ondata di rimostranze con varie accuse rivolte al festival che di fatto prendono di mira i tre poli della polemica sollevata da Maggie Taylor: il supposto e denunciato pubblicamente uso improprio dell'immagine, il presunto maschilismo riscontrabile nella scarsa presenza femminile al festival e, in ultimo, l'inappropriatezza dell'accostamento tra i concetti di "eros" e "bellezza" ed il corpo di una ragazza minorenne. In merito a quest'ultimo punto ci sentiamo di dire in tutta franchezza che si è forse dinanzi ad una polemica (pur sempre legittima e rispettabile) molto "made in USA" e che un poco ha a che fare con eccessi da politically correct che, non sempre, ma almeno talvolta, non sono esenti da criticabilità (vedasi anche le recenti questioni poi sgonfiatesi all'ultima Mostra del Cinema di Venezia). Pur senza voler sottovalutare le problematiche legate alla pedofilia ed alla delicatezza del tema in questione o dimenticare il doveroso senso di responsabilità che è richiesto a chiunque quando si tratti di maneggiare pubblicamente immagini di bambini e bambine, ma in questo caso meglio sarebbe davvero forse impiegare il propriro tempo a rileggere Platone e le tirate socratiche (o ascoltare i Galimberti, i Cacciari e, suggeriamo, le Cavarero che ce ne parlano con dovizia e prospettiva giustamente anche critica), là dove appunto eros e bellezza nascono come concetti nello splendore della loro innocente fanciullezza sorgiva tipica dell'antica Grecia. Sia detto per inciso, ma i pruriginosi sospetti nel corso del tempo sono arrivati a coinvolgere anche quel Lewis Carrol autore di "Alice nel paese delle meraviglie", nella vita prete anglicano, matematico, scrittore ed anche fotografo che, guarda un po', prediligeva tra i soggetti dei suoi ritratti proprio delle giovani bambine minorenni, una delle quali sarebbe per l'appunto l'ispiratrice del personaggio di Alice. Qualcuno forse già saprà che la stessa artista Maggie Taylor vanta tra le sue splendide fotografie anche un intero ciclo dal titolo "Almost Alice" e che, si dà il caso, proprio all'opera di Lewis Carrol sia ispirato. Non vorremo mai che l'acrimonioso tribunale dei social arrivi un giorno, per eccesso di zelo, ad imputare tale contiguità artistica persino alla stessa fotografa statunitense. 

Restano naturalmente tutte le altre questioni aperte, mentre tra i vari commenti apparsi sotto il post Facebook di chiarificazioni da parte degli organizzatori del Festival della Bellezza, spicca per notorietà quello del capogruppo in Consiglio comunale a Verona per il Partito democratico Federico Benini. Il Comune di Verona al momento non ha preso, per il tramite dell'amministrazione, una posizione ufficiale, ma certo il fattto che il logo del Comune scaligero campeggi sulle locandine degli ultimi anni del Festival della Bellezza non rende la situazione più felice. Sta di fatto che, indipendentemente da tutto questo, il capogruppo Pd Federico Benini ha scelto di difendere il Festival della Bellezza a spada tratta: 

«Sono abbastanza imbarazzato nel vedere con quanta foga i miei concittadini abbiano la bava alla bocca per una questione del genere, neanche avessero portato via loro il pane di bocca. - scrive in un commento sui social Federico Benini - Invece io mi complimento con gli organizzatori perché da anni hanno costruito un evento culturale, che è diventato il principale, in una città dove l’offerta in questo settore è stata veramente deludente, soprattutto a causa di amministrazioni comunali che hanno e stanno pestando i piedi alla cultura. Quindi grazie Festival della Bellezza, andate avanti e lasciate perdere le puerili polemiche. I fatti parlano coi numeri e con la qualità dei vostri ospiti. A proposito, non vedo l'ora di ascoltare Bennato, uno dei miei miti musicali».

Commento post Federico Benini Festival della Bellezza 9 settembre 2020

Commento Facebook consigliere comunale Pd Federico Benini

Parole quelle del consigliere dem Federico Benini che hanno lasciato interdetti molti degli utenti del web, i quali hanno fatto presente all'esponente del Pd le questioni già riportate più sopra. A chi ha chiesto a Benini, letteralmente, «perché un festival dell'eros e della bellezza in cui parlano 16 uomini su 17 invitati e la diciassettesima è chiamata a parlare di Beethoven? Non trova che sia una rappresentazione unilaterale di eros e bellezza?», la risposta del consigliere comunale veronese del Pd, nonché capogruppo a palazzo Barbieri, è stata:

«Sinceramente non mi appassionano questi discorsi. - ha scritto Federico Benini - Se fossero 17 donne non mi sentirei offeso, se fossero tutti giovani o vecchi o con la terza media non mi interessa. Io guardo la persona per quello che è, non per il suo sesso, età o segno zodiacale. Eh, ma è questione di sensibilità. Se vado ad ascoltare una persona che mi lascia qualcosa sono indifferente rispetto alle sue caratteristiche di genere o anagrafiche».

Commento post Facebook Federico Benini Festival della Bellezza 2

Commento post Facebook Federico Benini

L'unica domanda che, a questo punto, sorge spontanea è: cosa ne pensa la consigliera comunale a Verona Elisa La Paglia, collega di partito di Federico Benini e da sempre nobilmente impegnata sul fronte della parità di genere ed altre fondamentali questioni legate ai diritti civili? Ad ogni modo, tra i numerosi commenti del consigliere Federico Benini ve n'è poi anche un altro che parrebbe chiarire un po' meglio la questione della supposta violazione del copyright denunciata dall'artista Maggie Taylor. Difendendo ulteriormente gli organizzatori del festival, il consigliere Pd Benini ha infatti concluso:

«Ho avuto modo di parlare con gli organizzatori poco fa (persone serie e molto competenti) - ha scritto il consigliere Pd Federico Benini -  e mi hanno spiegato le cose nel dettaglio. Ci sono state delle incomprensioni tra galleristi, agenzie e autrice. La stessa organizzazione a tempo debito mostrerà tutte le carte e i permessi. Ora hanno tolto l’immagine solo perché l’autrice non lo desidera più. Quello che mi spiace è questo accanimento». 

Commento post Facebook Federico Benini Festival della Bellezza
Commento Facebook consigliere comunale Pd Federico Benini

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rischio Covid: regioni gialle, arancioni o rosse? In arrivo cambiamenti

  • Covid, ecco il "tampone multiplex": a Negrar un unico test per riconoscere tre diversi virus

  • La zona "gialla plus" di Zaia peggio di quella arancione? Commercianti aperti, senza clienti

  • Terapia anti-Covid scoperta dall'università di Verona, l'Fda la autorizza

  • Coronavirus: in Veneto 18 morti da ieri sera, Verona provincia con più casi attuali e decessi

  • Coronavirus, a Verona tornano a salire i ricoveri in terapia intensiva

Torna su
VeronaSera è in caricamento