Festa del 4 Novembre, Sboarina: «Anche noi combattiamo una guerra»

Cerimonia in Piazza Bra per la Festa dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. E l'assessore regionale Donazzan scrive alle scuole: «Come allora guardiamo avanti per rialzarci»

Deposizione delle corone d'alloro

Oggi, 4 novembre, anche Verona ha celebrato la Festa dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. La cerimonia si è svolta questa mattina in Piazza Bra, in forma contenuta nel rispetto delle misure anti-Covid. Ha partecipato il sindaco Federico Sboarina, insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili e militari cittadine. Erano presenti il Prefetto Donato Giovanni Cafagna, il comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto Massimo Scala, il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, il presidente di Assoarma Roberto Pellegrini e il vicepresidente vicario provinciale dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (Ancr) Giancarlo Rama.

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(L'arrivo delle autorità alla cerimonia in Piazza Bra)

Per ricordare il coraggio e il sacrificio delle centinaia di migliaia di giovani che nel primo conflitto mondiale persero la vita, sulle note del silenzio intonato da un trombettiere, sono state deposte tre corone d'alloro al Monumento ai Caduti. Gli onori militari sono stati resi da alcuni rappresentanti di esercito, carabinieri, aeronautica, guardia di finanza e polizia, alla presenza del gonfalone della città e della provincia di Verona, del labaro del Nastro Azzurro e dal labaro dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.

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(Un momento della cerimonia)

Una presenza importante quella dei rappresentanti delle forze armate e di polizia, a testimonianza della forte sinergia tra le istituzioni. «In questi mesi, anche noi stiamo combattendo la nostra guerra contro un nemico invisibile, e per questo ancora più insidioso - ha dichiarato Sboarina - Tutti insieme, prendendo esempio dai nostri caduti e rispettando le prescrizioni, abbiamo le armi per sconfiggere definitivamente il virus e tornare alla nostra normalità».

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(Le autorità davanti alle corone d'alloro)

La cerimonia è iniziata con l'alzabandiera in Piazza Bra e si è conclusa con la lettura della motivazione della Medaglia d'Oro al Milite Ignoto a cura del presidente di Assoarma.

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(Sboarina e Scalzotto davanti ad una corona d'alloro)

LA LETTERA ALLE SCUOLE DELL'ASSESSORE REGIONALE ELENA DONAZZAN

«Vi appello in questo modo immaginandovi uniti in questo ennesimo momento di incertezza e difficoltà in cui la pandemia continua a lasciarci privati delle nostre sicurezze, delle più belle relazioni di affetto e di empatia che un abbraccio, una stretta di mano, un gesto affettuoso suscitano. Una situazione che fatichiamo a comprendere e che lascerà certamente nelle nostre vite lacune, dolore e disorientamento». Così inizia il messaggio che l'assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan ha inviato oggi al mondo della scuola del Veneto. «Ho scelto di mandare a voi tutti un messaggio di vicinanza e di sostegno oggi, 4 novembre, che per l'Italia, fino a qualche decennio fa, era Festa Nazionale, festa che celebrava l'attesa unità e la vittoria nella Prima Guerra Mondiale - prosegue Donazzan - Fu quella una guerra devastante, che colpì duramente la società di allora ed i nostri territori in special modo. Il Veneto fu teatro delle più dure ed epiche battaglie, fu protagonista delle pagine dolorose ed eroiche della storia nazionale, fu devastato nei suoi borghi e nei suoi monti e fu poi luogo di costruzione dei monumenti alla memoria. Gli uomini e le donne di allora erano come noi, le loro paure sono anche le nostre, i loro affetti sono anche i nostri, le loro speranze per una vita migliore sono le stesse che abbiamo noi oggi. Passarono da una guerra devastante, ma seppero guardare al domani e rialzarsi».

IL CONTRO-CANTO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Per rispettare le norme anti-contagio, il Movimento Nonviolento non ha voluto organizzare una proprio manifestazione, ma idealmente ha voluto inviare il proprio messaggio da Piazzale Cadorna, trasformato simbolicamente tre anni fa in Piazzale dei Disertori. «Ancora una volta diciamo che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise - è il messaggio del Movimento Nonviolento - Solo la nonviolenza può salvare l'umanità. Mentre in Italia infuriava la Prima Guerra Mondiale, l'influenza spagnola decimava la popolazione e sul fronte i generali come Cadorna fucilavano i giovani disertori che volevano tornare alle loro case dalle famiglie. Per questo chiediamo una drastica riduzione delle spese militari che gravano sul bilancio dello Stato e chiediamo che quei fondi pubblici siano invece utilizzati in difesa della salute, dell'educazione, del lavoro, della cultura»

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