Nella Festa del Patrono di Verona, Sboarina chiede la protezione di San Zeno

«Nel chiedere una nuova intercessione al nostro santo Patrono, sono certo di interpretare il sentire di tutta la comunità veronese, credente e non», ha detto il primo cittadino di Verona al termine della cerimonia che si è tenuta giovedì

Il sindaco Sboarina e l'Abate di San Zeno davanti alla basilica

Una cerimonia civile, simbolica ma doverosa, per ringraziare San Zeno, Patrono di Verona, per aver vegliato sulla città in questi due mesi di emergenza sanitaria. E per riaffidargli la stessa comunità che ora deve affrontare un'altra difficile battaglia contro la crisi economica causata dall'epidemia.

Poiché quest'anno la Festa del Patrono non può essere festeggiata con le consuete manifestazioni pubbliche per via dei divieti in vigore, il sindaco Federico Sboarina si è recato giovedì mattina davanti alla basilica di san Zeno in rappresentanza di tutti i veronesi, perché la festa non solo non passi inosservata ma rafforzi ulteriormente il legame che i veronesi hanno con il loro Patrono.

Il primo cittadino, arrivato con il Gonfalone della città accompagnato da alcuni agenti della Polizia locale in alta uniforme, è stato accolto dall'abate di san Zeno monsignor Gianni Ballarini, per poi recarsi nella cripta dove sono custodite le spoglie del santo.

Il sindaco Sboarina con monsignor Ballarini-2

Qui le parole di ringraziamento e la nuova richiesta di intercessione del sindaco. «Sono passati due mesi dalla mattina di sabato 28 marzo, quando, in pieno lockdown e nei giorni di massimo contagio del virus, venni in questa cripta, insieme con il vescovo, per invocare la protezione del patrono nel momento più difficile per la comunità veronese – ha detto Sboarina -. Erano i giorni di massimo contagio del virus, con la comunità chiamata a fare sacrifici enormi per combattere l'epidemia. Allora la piazza era deserta, circondata solo dal silenzio. Oggi, invece, è animata da famiglie e bambini, segnale evidente che il peggio, dal punto di vista sanitario, è passato. Ma ora c'è una nuova battaglia da vincere, legata alla ripartenza della nostra economia. E nel chiedere una nuova intercessione al nostro santo Patrono, sono certo di interpretare il sentire di tutta la comunità veronese, credente e non. Perché se è vero che mai come ora il futuro è nelle nostre mani e dipende dai nostri comportamenti responsabili, il forte legame della città con San Zeno ci aiuterà a superare anche questo momento».

«Solo in apparenza quella di oggi può sembrare una cerimonia in tono minore – ha detto monsignor Ballarini -. In realtà, in questa piazza c'è tutta la cittadinanza rappresentata dal sindaco, che si stringe unita intorno al suo Patrono. San Zeno è stato molto amato dai veronesi, conquistati dal suo sorriso e dalla sua grande energia. Oggi ci direbbe di 'darci una mossa', lavorando tutti insieme per il bene comune».

Il sindaco è tornato nella basilica alle 18 per la cerimonia religiosa officiata dal vescovo e cui hanno preso parte solamente i rappresentanti delle autorità civili e religiose cittadine, in un'abbazia allestita nel rispetto delle misure anti contagio.

Un momento della cerimonia nella cripta di San Zeno-2

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OFFERTA DELL'OLIO PER LA LAMPADA VOTIVA - La cerimonia, che trova origine nel 1413, ha visto il sindaco Sboarina deporre l'ampolla con l'olio sull'altare della cripta, per poi accendere la grossa lampada posta vicino alle spoglie del Vescovo. Quest'anno, oltre al sindaco di Verona, saranno presenti anche i sindaci di Buttapietra e di S. Giovanni Lupatoto, in quanto partecipano simbolicamente alle celebrazioni le parrocchie delle 4 Vicarie della città di Verona (Verona Centro, Verona Nord-Ovest, Verona Nord-est, Verona Sud). Nell’area di questa suddivisione rientrano anche le parrocchie di San Giovanni Lupatoto e Buttapietra.

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