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Assistenza medica nei piccoli paesi, Federfarma: «Situazione preoccupante»

Marco Bacchini presidente di Federfarma Verona: «Stato e Regione Veneto confermino la volontà di mantenere viva nelle piccole realtà una presenza importante e qualificata come la farmacia in stretto binomio con il medico di medicina generale»

Foto di repertorio

La situazione dei territori a bassa densità abitativa è sempre più preoccupante dal punto di vista dell'assistenza medica e Federfarma Verona rimarca la carenza di ambulatori medici sempre più significativa da otto anni.

L'assistenza territoriale deve garantire la reale accessibilità del cittadino alle cure, la continuità e l'uniformità assistenziale su tutto il territorio regionale, ma purtroppo siamo spesso portati a constatare come questo a volte non sia così scontato - ha spiegato Marco Bacchini presidente di Federfarma Verona - La concentrazione dei medici di medicina generale in alcune realtà non hanno portato ad un miglioramento di servizio e assistenza per il cittadino dei territori isolati e montani. La chiusura degli ambulatori nei piccoli centri abitati ha tolto una presenza di riferimento. Inoltre, lo spostamento dei flussi di pazienti verso queste strutture unificate varia anche i flussi per l'approvvigionamento dei farmaci. La nuova sanità deve puntare sulla territorializzazione della cronicità potenziando il servizio della farmacia che però non può essere lasciata sola a svolgere questo impegnativo compito. Esistono, è vero, i contributi regionali assegnati alle piccolissime farmacie che prestano un servizio indispensabile e alle volte costituiscono l'unico centro sanitario di vasti territori ben poco popolosi, ma essi purtroppo non sono sufficienti. Serve garantire sostenibilità ai tanti servizi erogabili, oltre alla presenza degli ambulatori dei medici di medicina generale. Servirebbe la banda internet larga per consentire ai cittadini di poter effettuare, ad esempio, un elettrocardiogramma in farmacia senza doversi recare in città e per garantire oltretutto l'utilizzo della tanto utile ricetta elettronica. Servono aiuti concreti da parte delle pubbliche amministrazioni locali come affitti calmierati o locali in comodato d'uso ai medici per garantire la sinergia professionale medico/farmacia e rafforzare la tutela della salute pubblica.

Per Federfarma Verona, la situazione non è affatto rosea. Le farmacie continuano a servire il territorio, garantendo l'accesso alle cure e monitorando da un lato l'aderenza alle terapie, dall'altro il controllo sugli sprechi. Il nuovo piano socio sanitario regionale prevede un ruolo ancora più attivo a livello distrettuale per le farmacie territoriali, riconoscendone capacità di presa in carico del paziente cronico in stretta collaborazione con pediatri e medici di medicina generale. La farmacia nei prossimi anni andrà assumendo una nuova identità, trasformandosi da farmacia in senso tradizionale a centro polifunzionale. «Sarà quindi ancora una volta l'antico mestiere dello speziale a raccogliere lo stato di salute di una comunità, a riferirne come oggi i bisogni primari e a rispondere alle necessità di accudimento con la consueta professionalità - conclude Bacchini - La Regione Veneto in passato ha manifestato la volontà politica di tutelare le farmacie delle piccole realtà riconoscendo un differenziale economico che, soprattutto dal punto di vista simbolico, ha avuto una significativa importanza. Ora a livello nazionale e regionale si stanno rivedendo convenzioni e accordi e queste sono occasioni affinché Stato e Regione Veneto confermino in modo tangibile la volontà di mantenere viva nelle piccole realtà una presenza importante e qualificata come la farmacia quale presidio socio sanitario in stretto binomio con il medico di medicina generale che deve essere anch'egli posto nelle condizioni di svolgere la sua attività».

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