Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Fattorie sociali nel sistema socio-sanitario del Veneto, contenta Coldiretti

Attualmente, sono 26 le aziende agricole in Veneto iscritte al registro regionale delle fattorie sociali. Sono distribuite in tutto il territorio regionale, ma la provincia di Verona è quella che ne ha di più (7)

Le fattorie sociali entrano a pieno titolo nel sistema socio-sanitario del Veneto. Lo sottolinea l’assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, dopo l’approvazione in consiglio regionale della legge di adeguamento ordinamentale in materia di politiche sanitarie e sociali che integra le attività di agricoltura sociale nella programmazione regionale degli interventi e dei servizi sociali. «La Regione Veneto fa un passo ulteriore e inserisce le fattorie sociali autorizzate e accreditate nella rete dei propri servizi sociali, allargando quindi ulteriormente e innovando la gamma delle risposte che il sistema di welfare pubblico-privato è in grado di offrire nelle situazioni di bisogno», ha detto Lanzarin.

Attualmente, sono 26 le aziende agricole in Veneto iscritte al registro regionale delle fattorie sociali. Sono distribuite in tutto il territorio regionale, ma la provincia di Verona è quella che ne ha di più (7).
Dal 2015 ad oggi 345 operatori del mondo agricolo si sono formati per avviare nella propria impresa anche attività di solidarietà sociale. La maggior parte delle aziende agricole sociali offre esperienze di inserimento socio-lavorativo rivolte in particolare a persone con fragilità sociali, con disabilità, ma anche a detenuti ed ex detenuti. Alcune aziende, invece, privilegiano le iniziative educative per l’infanzia (micronidi, centri estivi ed attività didattiche), attività assistenziali per la terza età ed esperienze formative per il benessere personale.
Lo scorso anno sono state 235 le persone che hanno trovato occupazione o opportunità formative nelle 26 fattorie didattiche del Veneto: 84 con forme di inserimento socio-lavorativo, 43 in percorsi abilitativi e riabilitativi, 90 in iniziative educative e formative promosse nel contesto agricolo, e 18, tra detenuti ed ex detenuti, che hanno trovato nel lavoro dei campi una possibilità di reinserimento e reintegrazione sociale.

E la novità soddisfa Coldiretti Verona che negli ultimi anni ha sostenuto con azioni e attività formativa centinaia di operatori agricoli vocati ai servizi verso l’altro.
Per l'operatività ufficiale occorre attendere l'istituzione di un tavolo tecnico al fine di discutere le modalità e i criteri atti ad evidenziare le caratteristiche uniche del settore primario. Coldiretti vede positivamente il dialogo tra le varie materie coinvolte come lavoro, sociale, salute, agricoltura ritenendole tutte insieme una delle espressioni di una politica d’avanguardia. Bene, inoltre per Coldiretti, il coinvolgimento dell'Anci in rappresentanza delle amministrazioni comunali che per prime intercettano le esigenze delle famiglie e dei cittadini.

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