La ripartenza negli ospedali veronesi con accessi limitati e controllati

«In ospedale si viene solo in caso di estremo bisogno», ha dichiarato il direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi

 

Oggi, 30 aprile, vigilia della Festa del Lavoro, il direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi si è collegato in video-conferenza con tutte le sedi ospedaliere, dipartimentali, amministrative e distrettuali dell'azienda socio-sanitaria veronese per rivolgere il suo augurio ai tutti i dipendenti. «Ritengo che la festa del primo maggio abbia anche un significato etico e morale per quanti che in questo momento di emergenza hanno lavorato con grande impegno e dedizione», ha scritto Girardi sulla sua pagina Facebook.

E dopo questa video-conferenza, il direttore generale, insieme alla direttrice sanitaria Denise Signorelli, ha tenuto un secondo incontro per illustrare alla cittadinanza come cambieranno gli ospedali veronesi dal 4 maggio in poi. La Regione Veneto, infatti, ha approvato il piano di riapertura degli ospedali. Da lunedì prossimo, i nosocomi veneti continueranno a mantenere attiva tutta la parte di cura dei pazienti Covid-19, ma torneranno ad organizzare anche tutte quelle attività sanitarie che erano state sospese nella fase più acuta dell'epidemia.

«In ospedale si viene solo in caso di estremo bisogno». Questa la premessa espressa dal direttore Girardi, prima di illustrare la cosiddetta Fase 2 degli ospedali in Veneto. Tutte le regole che saranno in vigore da lunedì, infatti, hanno come logica quella di evitare che i cittadini sani rimangano il minor tempo possibile negli ospedali.

I cambiamenti saranno dunque tanti. Gli accessi degli utenti alle strutture dell'Ulss 9 Scaligera saranno controllati e limitati, per evitare assembramenti nelle sale di attesa. Da lunedì, inoltre, è obbligatoria la prenotazione anche per ogni prestazione. Non potranno entrare i cittadini senza prenotazione o senza effettiva necessità. Gli ingressi saranno, poi, individuali. Possono entrare accompagnati solo i minori, i disabili e i non autosufficienti e persone con difficoltà linguistico-culturali. Gli utenti con sintomi respiratori o febbricitanti potranno entrare solo attraverso il pronto soccorso. Infine, ma sembra quasi scontato aggiungerlo, dal 4 giugno chi entra in ospedale dovrà assolutamente indossare mascherina e guanti.

Gli sportelli amministrativi dei distretti resterenno chiusi al pubblico. Per contattarli sarà necessario telefonare o scrivere una e-mail. Chiuso dunque l'Urp e anche gli sportelli per le prenotazioni. Per prenotare sarà necessario passare telefonicamente attraverso il Cup.

Ad ogni appuntamento preso, gli utenti si possono presentare anche in anticipo, ma questo anticipo non può essere superiore ai 15 minuti. All'interno dell'ospedale si deve sempre rispettare il distanziamento sociale. E una volta terminata la prestazione per cui si è prenotato, si deve uscire subito dalla struttura. In caso di prestazioni a pagamento, la raccomandazione è di utilizzare le casse automatiche. Infine, i referti delle visite si possono ricevere attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico oppure via posta.

I pazienti che necessitano di un ricovero saranno sottoposti a tampone e solo dopo l'esito di questo esame saranno assegnati ad un reparto. Stesso trattamento anche per i pazienti che devono sottoporsi ad un intervento chirurgico. Se il ricovero o l'intervento sono programmati, si consiglia di ridurre i contatti sociali nei giorni antecedenti all'appuntamento. E le visite sono concesse al massimo ad una persona a paziente al giorno. La visita dovrà essere breve ed il visitatore dovrà sempre indossare la mascherina. Le uniche visite non consentite sono quelle ai pazienti Covid in isolamento.

Nel pronto soccorso, infine, viene mantenuto il doppio ingresso con pre-triage. Il percorso di ingresso delle persone con sintomi sospetti di coronavirus rimane distinto dal percorso di ingresso degli altri.

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