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Verona prima in Veneto per numero di fallimenti e concordati presentati nel 2021

Eleudomia Terragni, neo presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Verona: «Recuperati i livelli pre-Covid, ma preoccupati per le nuove emergenze le imprese stanno fronteggiando, dal caro energia alla guerra in Ucraina»

I dati delle procedure concorsuali in Veneto sono in linea con il periodo pre-Covid, segno che la crisi generata dal coronavirus è, al momento, in fase di assorbimento dal sistema. Tra le province venete, Verona è al primo posto per numero di fallimenti e di concordati presentati nel 2021. E cresce la preoccupazione per l'effetto boomerang generato dall'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime, combinato con le difficoltà dell'import-export verso la Russia.

In Veneto tra il 2020 e il 2021, secondo Portalecreditori.it, si sono registrate complessivamente, tra concordati e fallimenti, poco meno di 850 procedure concorsuali, contro le 816 del 2020 (+3% medio). I fallimenti sono aumentati del 4% passando dai 713 del 2020 ai 744 del 2021, con Verona in testa che raggiunge un +20% con 197 fallimenti nel 2021, a fronte dei 157 del 2020 (erano 218 nel 2019). Sempre a livello regionale sono in lieve calo i concordati passati dai 103 del 2020 ai 98 del 2021, con uno scostamento del -5%. Verona, in controtendenza, dimostra un +20% passando dai 20 concordati del 2020 ai 25 del 2021 (erano 29 nel 2019).

«Le procedure concorsuali stanno recuperando i livelli pre-Covid - osserva Eleudomia Terragni, neo presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Verona - complice l’allentamento dell’effetto delle misure di sostegno: la moratoria e la garanzia statale sui prestiti e i contributi a fondo perduto. Si tratta di dati in linea con la recente analisi di Banca d’Italia sull’uscita dal mercato delle imprese a causa della pandemia, da cui emerge che tra il 2020 e il 2021 non risultano variazioni di rilievo in termini di composizione dimensionale o distribuzione tra i settori di attività produttiva delle imprese, rispetto al 2019. Un chiaro segnale, quindi, che anche a livello locale la crisi Covid è in fase di assorbimento dal sistema economico. Siamo preoccupati per le nuove emergenze che stanno fronteggiando le nostre imprese, principalmente dovute alla congiuntura tra l’aumento esponenziale dei prezzi dell’energia, che si riverbera sul costo delle materie prime e dei trasporti, combinato con le difficoltà dovute alla guerra alle porte dell’Europa e all’embargo finanziario con la Russia. A partire dal secondo semestre del 2022 ci aspettiamo dei numeri delle procedure concorsuali in crescita, anche se in parte, probabilmente, mitigati dall’accesso alla nuova procedura stragiudiziale di composizione negoziata per la soluzione della crisi d'impresa».

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