Fake news sul coronavirus, Ulss 9: «Diffidate dalle fonti non attendibili»

Via whatsapp è stato diffuso un messaggio vocale che parlava di due ragazze contagiate nell'ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda. Tutto falso, come poi confermato dalla stessa clinica arilicense

(Foto Facebook - Pietro Girardi)

Diffidate dalle fonti non attendibili.

Lo scrive sulla sua pagina Facebook il direttore dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi, mettendo in guardia tutti i cittadini dalle notizie false circolanti sul coronavirus. L'invito di Girardi è «a diffidare delle informazioni diffuse in modo incontrollato sui social network e su whatsapp. Le uniche informazioni attendibili sono quelle diffuse da fonti autorevoli e istituzionali: la Regione Veneto, le aziende sanitarie, Comuni, Ministero, Istituto Superiore di Sanità, protezione civile e forze dell'ordine».

Un intervento, quello di Girardi, perché hanno cominciato a circolare bufale che riguardano anche la provincia di Verona, dove anche l'ultimo aggiornamento fatto questa mattina, 23 febbraio, ha confermato l'assenza di cittadini contagiati dal coronavirus. In particolare, via whatsapp è stato diffuso un messaggio vocale che parlava di due ragazze ricoverate per coronavirus all'ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda. Tutto falso, come poi confermato dalla stessa clinica arilicense.

L'altro caso simile è quello di una foto, anch'essa fatta circolare via social network, con dei cartelli appesi sulla porta del pronto soccorso dell'ospedale di Legnago. I cartelli riportavano la scritta: «Vietato entrare, zona rossa» e questo ha fatto subito pensare alla possibile presenza di pazienti contagiati da coronavirus. La foto è autentica, ma non è assolutamente legata al coronavirus. I cartelli erano stati appesi per il brevissimo lasso di tempo di un esame. E subito dopo l'attività del pronto soccorso è proseguita regolarmente.

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