Ex Bam, il progetto Harmonia. E Bertucco chiede risposte per il quartiere a Palazzo Barbieri

La ditta costruttrice ha presentato il complesso per Ponte Crencano, a Verona, e il consigliere incalza: «Gli effetti negativi della concentrazione edilizia con questi nuovi 4 palazzi da 9 piani più un nuovo supermercato è un problema che ci interroga tutti quanti»

Il rendering del progetto per l'area dell'ex Bam

«L’area Ex-Bam di via Mameli nel quartiere di Ponte Crencano rappresenta perfettamente il concetto di vuoto urbano, una crepa nel tessuto cittadino, un’area abbandonata e dismessa, che oggi diventa protagonista di una completa rinascita grazie ad un progetto di rigenerazione urbana che vuole restituire alla collettività un prezioso frammento di città».
Sono le Industrie Edili Holding S.p.A. e la consociata Gic S.r.l a presentare il progetto Harmonia, per riconvertire l'area ex Bam a Ponte Crencano, tra le vie Mameli, Cavalcaselle e Failoni, al centro attualmente di una vicenda giudiziaria tra il Comitato Asma, i cittadini e il costruttore.
La nota dei titolari dell'intervento prosegue parlando di una «rigenerazione urbana consapevole» che prenderebbe «le mosse da una crescita sostenibile della città e dalla necessità di uno sviluppo immobiliare etico in grado di valorizzare il tessuto cittadino e di mettere al centro la persona e la collettività». Nell'idea di Industrie Edili Holding S.p.A. si vorrebbe «realizzare residenze dall’alta qualità costruttiva in cui comfort e benessere abitativo e psicofisico possano ritrovare un dialogo armonico con la natura. I quattro edifici a sviluppo verticale che andranno a comporre il progetto, identificati con i 4 elementi della natura, Aria, Acqua, Fuoco e Terra, si propongono di incrementare la biodiversità vegetale dell’area attraverso la densificazione verticale del verde che contribuirà a mitigare il microclima.
Il progetto si distingue per la cura riservata al disegno delle facciate verticali, scandite attraverso giochi di vuoti e pieni, in cui logge ampie e profonde danno vita a vere e proprie stanze da vivere all’aperto».
Inolytr «particolare attenzione sarà riservata al verde nelle aree comuni che potranno beneficiare anche di percorsi pavimentati trattati con biossido di titanio e in grado di assorbire CO2. Ampi giardini caratterizzano invece gli spazi verdi privati studiati per garantire la massima privacy. Tutti gli appartamenti puntano ad alti livelli di efficienza energetica raggiungendo la classificazione A3, o superiore, e dispongono di predisposizione domotica per una gestione intelligente dell’abitazione e dei consumi».
Viene specificato che saranno utilizzate «fonti energetiche rinnovabili, come i pannelli fotovoltaici che verranno inseriti sulle coperture e forniranno l’energia necessaria per l’intera gestione dei consumi condominiali, mentre l’energia restante potrà essere suddivisa e destinata alle utenze domestiche, ottimizzando il risparmio energetico di ogni singola unità abitativa».

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Un'idea che non incontra il favore di Michele Bertucco, comunale di Verona e Sinistra in Comune, che per l'area avrebbe preferito un tipo di destinazione diversa. 
«Più che una proposta urbanistica quella di Gic Srl per l’ex Bam è un mero spot pubblicitario finalizzato a piazzare sul mercato gli appartamenti in via di realizzazione. Dicono tutto le prime due righe del comunicato stampa, laddove nella situazione attuale dell’area ex Bam, l’impresa vede “il vuoto urbano”, mentre i cittadini vedono un’area di sfogo da recuperare assolutamente, perché è l’ultima rimasta nel quartiere di Ponte Crencano.
Nulla di cui stupirsi: l’impresa fa il suo mestiere, ma dovrebbe farlo con l’onestà intellettuale sufficiente a riconoscere anche le ragioni dei cittadini che finora hanno messo in campo tutti gli strumenti consentiti dalla legge ottenendo di fermare i cantieri.
Chi manca veramente all’appello in questa vertenza è il Comune di Verona che nella sua ignavia continua a starsene alla finestra. È vero che è stata la precedente amministrazione Tosi-Giacino, di cui peraltro faceva parte anche l’attuale Sindaco, ad acconsentire al cambio di destinazione d’uso da verde e servizi ad edificabile, ma gli effetti negativi della concentrazione edilizia con questi nuovi 4 palazzi da 9 piani più un nuovo supermercato è un problema che ci interroga tutti quanti, oggi, qui e subito.
Quello che si chiede ad un amministratore pubblico è una visione della città e del quartiere e non l’avvallo di una operazione commerciale. O forse l’amministrazione tace perché l’imprenditore appartiene alla stessa area politica del Sindaco?». 

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