Esercitazione del Comfoter di Supporto di Verona, schierati tutti i Comandi

Sono 1.485 i soldati impegnati e 171 i mezzi tattici dispiegati in operazioni monitorate da Direx, la sala operativa di Verona

 

Dalle 8 di lunedì scorso, 28 ottobre, fino ad oggi, il Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto di stanza a Verona è impegnato nell'esercitazione «Atlante 2019», che per la prima volta in assoluto schiera in un unico evento addestrativo tutti i Comandi alle proprie dipendenze: l’Artiglieria, l’Artiglieria Controaerei, il Genio, le Trasmissioni, le Informazioni Tattiche e i Supporti Logistici.
Dalla provincia di Novara a quella di Bari e da Bologna a Latina, sono 1.485 i soldati impegnati e 171 i mezzi tattici dispiegati in operazioni monitorate da Direx, la sala operativa di Verona, allestita in una grande tenda campale presso la base militare Manuel Fiorito in Borgo Roma.

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Impiegare in un unico evento addestrativo le singole esercitazioni previste per i Comandi dipendenti - ha spiegato il Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota, Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto di Verona - ci consente di sviluppare e migliorare l'interoperabilità e la capacità di fronteggiare come una sola voce le emergenze militari e civili. Tutti gli assetti sono schierati sul terreno e collegati tra di loro tramite un’architettura di collegamenti campali in ponte radio/satellite e collegamenti stanziali già presenti mentre a coordinare e a recepire il report da ogni Comando impegnato siamo noi qui da Verona.

Sei in tutto le esercitazioni che si svolgono contemporaneamente in «Atlante 2019»: se la Dragone schiera 290 uomini e 40 mezzi di artiglieria in un’attività a fuoco al poligono di Monteromano (Viterbo), la Lira impiega 69 soldati e 10 mezzi del Comando Trasmissioni con l’obiettivo di realizzare un centro sistemico che colleghi ogni sito, anche con la partecipazione di stazioni radio interforze. Ma la complessità di questo addestramento sta non solo nella capacità di coordinare l’efficacia delle attività militari di quasi 1.500 operatori in un tempo ristretto, quanto nella sfida di impiegare le loro competenze nel fronteggiare situazioni civili di catastrofi naturali. «L'operazione più complessa - ha proseguito il Generale Tota - è forse l'Auriga, quella che conduciamo a Bari. Lì simuliamo una sollecitazione tellurica che, toccando una faglia, provoca un mini-maremoto: l’obiettivo è addestrare i Reparti di Sanità nello schieramento di un ospedale da campo e nell’evacuazione medica con l’utilizzo di elicotteri. Ma nel fare questo, non siamo soli: collaboriamo con 35 civili tra medici, infermieri e personale della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile e del 118 che finito il proprio orario di servizio, vengono ad addestrarsi con noi». E poi c'è la Argo che, se a Castelmaggiore (Bologna) impiega il Reggimento Ferrovieri del Genio per gestire uno scalo ferroviario a supporto dei movimenti logistici, a Scalo Po (Piacenza) è impegnata nell’allestimento di un ponte mobile galleggiante sul Po sul quale possano passare mezzi pesanti, in previsione di correnti o piene improvvise: totale forze dispiegate 477 uomini e 24 mezzi.

«Siamo particolarmente fieri - conclude il Comandante Tota - di testare anche tecniche di neutralizzazione di droni, di simulare la difesa da cyber-attacchi e di ottenere il massimo realismo pur in un contesto di contenimento della spesa, realizzando un ottimale rapporto costo/efficacia». Parola di Generale di Corpo d’Armata.

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