Esami sierologici, tamponi e prelievi a Verona per il progetto "Fate": chi sarà selezionato?

In base al nuovo progetto di contrasto al coronavirus Sars-CoV-2, dal mese di settembre a Verona verranno eseguiti esami su delle persone che appartengano a popolazioni cosiddette "sentinella" e che «possano quindi presentare precocemente i segni di diffusione del virus»

Presentazione ufficiale del progetto "FATE" a Verona contro Covid-19

"IdentiFica, trAccia e proTEggi contro il COVID-19", tre parole che racchiudono il valore scientifico-sociale dell’innovativo progetto di ricerca "FATE" (un titolo che gioca sul "fare" qualcosa contro il virus, ma anche sulla parola "fate" che in inglese significa "destino", il "fato"). Un allargato percorso di analisi che punta a prevedere, sulla base del monitoraggio della popolazione, l’evolversi del virus e, in caso di ritorno, la più efficace azione di contrasto. Tramite campionamento statistico verranno identificate un numero rappresentativo di persone che appartengano a popolazioni cosiddette "sentinella", in grado di presentare precocemente i segni di diffusione del virus. Dai dati raccolti sarà così possibile mettere in atto tutti gli interventi di prevenzione necessari per evitare la diffusione massiva del virus nella popolazione. Nella sostanza, l’obiettivo è non farsi trovare più in preparati, per offrire alla cittadinanza, nel minor tempo possibile, la più efficace e coordinata opera di limitazione del contagio. Coinvolti nel progetto Università, Comune e Azienda Ospedaliera universitaria integrata di Verona.

Secondo quanto si legge nel documento di presentazione, «il progetto ha lo scopo di identificare precocemente la diffusione del nuovo Coronavirus nella popolazione per mettere in atto prima possibile tutti gli interventi di prevenzione, prima che si verifichi una diffusione massiva nella popolazione con aumento della mortalità nelle porzioni fragili della Società, congestione degli ospedali e conseguente riduzione delle possibilità di cura e diagnosi della popolazione per patologie non immediatamente correlate con Covid-19». Proprio per raggiungere tali scopi «verranno identificate tramite campionamento statistico un numero rappresentativo di persone che appartengano a popolazioni cosiddette "sentinella" che possano quindi presentare precocemente i segni di diffusione del virus». Quali sono queste categorie di persone che verranno selezionate all'interno del progetto di monitoraggio? A fornire la risposta è sempre il documento ufficiale di presentazione del progetto "FATE": «Le categorie da coinvolgere includeranno ma non saranno limitate a:

  • RSA (residenti, operatori sanitari e visitatori).
  • Scuole primarie e secondarie (alunni ed insegnanti).
  • Polizia urbana.
  • Lavoratori settore ristorazione e supermercati-alimentari.
  • Lavoratori di settore con alto numero di contatti con il pubblico quali impiegati delle poste, settore alberghiero e fieristico.
  • Associazioni volontariato con un numero elevato di interventi nel pubblico».

La programmazione del progetto "FATE" è prevista per luglio e agosto, con la definizione del progetto stesso e il finanziamento garantito dal Comune di Verona, mentre la vera e propria attuazione partirà non prima di settembre. Secondo quanto si apprende, i risultati mensili ottenuti verranno diffusi tramite un apposito sito web dedicato e condiviso tra il Comune di Verona e l'Univr. Sempre all'interno dello stesso sito web avverrà anche la divulgazione di materiale educativo sui dispositivi di protezione individuale, vaccinazioni e terapie per Covid-19. Le persone che verranno coinvolte nel progetto "FATE" saranno chiamate ad eseguire, ogni quattro settimane da settembre a marzo, la seguente serie di esami:

  • «Studio siero-epidemiologico.
  • Effettuazione tampone naso faringeo.
  • Prelievo di sangue per definizione anticorpi».

Saranno poi effettuati anche le seguenti operazioni:

  • «Valutazione dei dati clinici.
  • Valutazione psicologica impatto Covid-19 nella quotidianità».

«Si tratta di un progetto frutto di un'idea del sindaco e dalla dott.ssa Tacconelli, - ha ricordato il rettore dell'università di Verona Pier Francesco Nocini - nato quando il primo cittadino è stato in visita all’ospedale di Borgo Roma durante la pandemia. Una fase difficile, in cui non avevamo molte risposte certe, che ci ha stimolato ad accrescere le nostre conoscenze sul virus. Da qui l’idea di controllare le "sentinelle", per mettere in piedi un'azione preventiva. Se ad ottobre ci sarà una minima ricomparsa del virus, potremo fare un piano serio ed efficace, fondamentale per far fronte immediatamente all'eventuale ritorno del contagio».

«Non si può sapere da un punto di vista scientifico se ci sarà o meno una seconda ondata autunnale. - ha spiegato la dott.ssa Evelina Tacconelli, direttrice dell'unità operativa complessa di malattie infettive e tropicali dell'Azienda ospedaliera universitaria di Verona - Per questo è fondamentale che istituzioni e strutture sanitarie si facciano trovare pronte. A questo scopo saranno creati alcuni "gruppi sentinella", in grado di presentare precocemente i segni di diffusione del virus e di dare un l’avvio, in tempi rapidi, all’azione di contenimento della sua diffusione».

Il post Facebook del sindaco di Verona Federico Sboarina

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