Pfas, esami gratuiti alla popolazione dei territori inquinati: 31mila visite

Sono principalmente tre i composti rilevate: Pfoa, Pfos e Pfhxs. Le concentrazioni sono risultate inferiori tra i giovani rispetto agli adulti

(Foto di repertorio)

È stato pubblicato il decimo Rapporto sul Piano di Sorveglianza Sanitaria sulla popolazione esposta all'inquinamento da Pfas, che la Regione Veneto offre gratuitamente agli abitanti delle aree inquinate attraverso le Ulss.

I dati pubblicati sono aggiornati al 5 giugno 2019. Lo studio riporta che sono oltre 51.400 le persone invitate a partecipare allo screening. L'adesione al programma è complessivamente di circa il 62%. Il controllo include un'intervista per individuare abitudini di vita non salutari e per fornire informazioni e consigli su come proteggere la propria salute; la misurazione della pressione; esami del sangue e delle urine per valutare lo stato di salute di fegato, reni e tiroide, e l'eventuale presenza di alterazioni del metabolismo dei grassi e degli zuccheri; il dosaggio di 12 sostanze Pfas nel siero; l'invio agli ambulatori di secondo livello per la presa in carico dei soggetti con valori alterati e Pfas nel sangue.

Per quanto riguarda le fasce di età più giovani, sono in fase di chiamata i nati nel 2003-2004, i nuovi quattordicenni, inseriti in seconda fase nel piano di sorveglianza, mentre si è conclusa la proposta alle prime due coorti di soggetti in età pediatrica (nati nel 2008-2009) che ha registrato un'adesione poco al di sotto del 70%, coinvolgendo circa 1.500 ragazzini.
Sono principalmente tre i composti rilevati nel siero: Pfoa, Pfos e Pfhxs. Le concentrazioni medie e mediane sono risultate inferiori a quelle registrate per gli adulti, anche se è bene precisare che la gradualità della chiamata ha comportato, per questi soggetti, un'esposizione ridotta a Pfas per un maggior tempo rispetto alla popolazione adulta e, soprattutto, la durata della residenza nell'Area Rossa è mediamente molto inferiore.
Sulla base dei dati, non si notano differenze di concentrazione tra i sessi, fattore invece evidente tra gli adulti. Le donne in area rossa, infatti, presentano concentrazioni sieriche di Pfas inferiori rispetto ai maschi con differenza statisticamente significativa. Tale dato avvalora l'ipotesi che il flusso mestruale rappresenti una via di escrezione dei Pfas nei soggetti di sesso femminile in età fertile.

Sono, complessivamente, circa 4.900 le persone che hanno aderito al programma di secondo livello, ovvero ad un percorso di approfondimento proposto gratuitamente ai soggetti con valori bioumorali alterati e concentrazioni di Pfas nel sangue.

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