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Eos chiude con 40mila visitatori. Pacifisti: «Bene il codice etico, ma va fatto rispettare»

L'evento per gli appassionati di caccia, tiro e pesca ha attirato curiosità e critiche. Molti i commenti positivi degli espositori. Mentre i movimenti per la pace chiedono più attenzione alle limitazioni

Sono stati quasi 40mila i visitatori di Eos, l'evento espositivo dedicato alla caccia, al tiro e alla pesca che si è concluso ieri, 19 febbraio, a Veronafiere. Un evento che, quindi, ha attirato molti appassionati, ma che anche quest'anno ha attirato le proteste di animalisti e pacifisti. I movimenti per il disarmo hanno continuato ad evidenziare delle criticità, però hanno anche apprezzato alcuni cambiamenti rispetto alle passate edizioni.

Eos 2024 Veronafiere (Foto Marta Buso)

Il giorno dopo la chiusura di Eos si respira un'aria di soddisfazione e non solo per l'alto numero di visitatori registrati quest'anno. Gli organizzatori dell'evento hanno sentito commenti positivi anche tra gli espositori, arrivati da 40 Paesi diversi. Le aziende rappresentate in fiera sono state in tutto 676, fra cui 295 dei settori caccia e tiro (+19% rispetto alla passata edizione). E sono cresciuti del 34% anche i marchi rappresentati.
E tra i marchi presenti c'era Beretto, il cui direttore commerciale Daniele Piva ha commentato: «Dobbiamo essere consapevoli che il nostro mondo sta intercettando la grande ondata del dopo Covid. La voglia di natura, di salute, del buon cibo ha portato tantissimi appassionati anche qui in fiera e le nostre attività ne devono trarre giovamento. Dobbiamo essere bravi a intercettare queste pulsioni facendo ricorso a mezzi nuovi e più vicini ai giovani, come il digitale. Noi ci siamo avvicinati al tema delle nuove tecnologie con il gioco interattivo Hunting Clash che raccoglie nel mondo 4 milioni di utenti e con la realtà aumentata che serve per migliorare le performance di tiro. È una strada che promette bene per il futuro». C'è dunque una fetta di potenziali clienti molto giovane, come confermato anche da Federica Gozza, responsabile marketing di Baschieri & Pellaghi: «Sono davvero molto contenta perché in Eos ho lavorato tanto e il 60% di quanti ho incontrato è under 30. E sono ancora più contenta perché ho incontrato anche tante donne. I materiali alternativi al piombo dei pallini delle cartucce rappresentano l’argomento di maggiore interesse».
Anche la caccia con la carabina rappresenta argomento di sicuro interesse. «Vedo che gli attori di questo particolare mercato continuano ad aumentare e questo è sicuro indice di un mercato dinamico. Tra l’altro in Italia aumentano le zone per la caccia di selezione - ha spiegato Emanuele Sabatti, titolare dell’omonima e storica azienda che ha raggiunto i 350 anni di vita - Dopo un naturale ricambio delle armi più datate, il mercato si stabilizzerà. Qui ho visto molti più giovani rispetto all’anno scorso e questo fa ben sperare. Eos è ben organizzata e ho notato un afflusso di visitatori più costante per tutti i giorni di esposizione». Sull’aumentata presenza di giovani in fiera concorda anche Mauro Perazzi, titolare dell’omonima azienda che produce sovrapposti per le discipline del tiro a volo: «Tanti giovani e tante donne apprezzano il nostro Made in Italy che vince. Noi abbiamo presentato il fucile dedicato all’Olimpiade 2024».
Pierangelo Pedersoli titolare dell’omonima azienda e presidente di consorzio armaioli italiani, partner dell’organizzazione di Eos, ha commentato: «La fiera è cresciuta bene: merito del lavoro svolto dall’amministratore delegato Patrizio Carotta. Dispiace per le contestazioni del primo giorno. Cosa c’entriamo noi che produciamo repliche ad avancarica della guerra di secessione americana con la Palestina?». E oltre alle avancarica, anche le repliche dei revolver western hanno attirato l'attenzione. «Il molto interesse e la curiosità mi hanno stupito. Bella fiera, bel pubblico», ha dichiarato Alessandro Pietta di Fap-Fratelli Pietta.
Infine, l’abbigliamento tecnico per caccia ha riscosso l'apprezzamento di giovani e donne. Giorgio Zotta, titolare di Zotta Forest, ha detto: «Il pubblico di Eos è sempre meglio: ho visto tanti giovani e donne, forse anche perché noi abbiamo linee dedicate a loro. La fiera ha fatto uno step in più sulla strada che è quella giusta: cresce la qualità in tutti gli aspetti e anche i negozianti sono stati numerosi». Soddisfazione anche per Alberto Bonetti, bergamasco titolare di Ol Feder: «Qui è una prima esperienza per me: è una fiera stupenda. Noi vendiamo camicie di lana e flanella, giacche, gilet e i famosi tabarri soprattutto per la montagna. Quelli corti sono piaciuti molto alle signore».
E commenti lusinghieri sono giunti anche dagli espositori del settore pesca. Elio Canuti, direttore commerciale dell’italiana Molix, ha così dichiarato al termine di Eos: «Buona l’affluenza di negozianti e di pubblico. L’età media si è abbassata, la competenza è soddisfacente. Molto l’interesse per le nostre novità dedicate allo spinning». E Paolo Fortunati, titolare di The Wandering Angler, ha assicurato che tornerà anche il prossimo anno, quando Eos si svolgera dal 15 al 17 febbraio sempre a Veronafiere.

Eos 2024 Veronafiere pesca (Foto Marta Buso)

E questa terza edizione di Eos si è chiusa anche con dei commenti non del tutto negativi espressi da Opal (Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa), dal Movimento Nonviolento e dalla Rete italiana Pace e Disarmo. E il motivo principale è che quest'anno, per la prima volta, l'evento si è dotato di un codice etico che ha delimitato chiaramente le armi e le munizioni «alla caccia e al tiro sportivo, alle armi da collezione, armi antiche e per il softair». Codice che ha interessato anche i contributi e le sponsorizzazioni, che dovevano essere finalizzati a «iniziative riguardanti strettamente il settore sportivo e venatorio».
Codice etico che però deve essere fatto rispettare e Mao Valpiana, Piergiulio Biatta e Giorgio Beretta hanno denunciato una sospetta violazione compiuta dall'eurodeputato di Fratelli d'Italia Sergio Berlato. «Berlato ha potuto distribuire in fiera migliaia di borse di tela gialla con stampato il proprio nome a caratteri cubitali, sponsor dell'associazione per la cultura rurale - hanno riferito - Questo a nostro avviso rappresenta una palese violazione, in quanto si tratta di evidente propaganda politico-elettorale, a qualche settimana dalle elezioni europee che vedranno Berlato come candidato».
Altro compromesso valutato positivamente da Valpiana, Biatta e Beretta è sulla presenza dei minorenni. Opal, Movimento Nonviolento e Rete italiana Pace e Disarmo rimangono convinte che Eos debba essere vietata ai minori. Divieto che quest'anno non è stato introdotto, ma ci sono state delle modifiche benviste dalle tre associazioni. I minori non dovevano essere accompagnati da un maggiorenne, come gli anni scorsi, ma dai genitori o da una figura delegata dai genitori. E una disposizione della questura scaligera ha precluso ai minorenni il maneggio delle armi, ad eccezione dei minori iscritti alle federazioni sportive. Regole che però non sempre sarebbero state rispettate. «Abbiamo documentato che moltissimi minorenni hanno potuto impugnare le armi e farsi fotografare dai famigliari - hanno denunciato Valpiana, Biatta e Beretta - Non abbiamo rilevato alcuna forma di controllo né da parte degli organizzatori di Eos, né sopratutto da parte della questura».
Infine, altre irregolarità ci sarebbero state sugli eventi organizzati all'interno di Eos. «Il codice etico esplicita che gli stessi devono essere circoscritti ad "iniziative riguardanti strettamente il settore sportivo e venatorio" - hanno concluso i rappresentanti delle associazioni pacifiste - Abbiamo invece riscontrato eventi che in qualche modo riguardavano anche la "difesa personale" o aventi come tema armi riservate a forze armate e corpi di polizia. Questi eventi secondo il codice etico non si sarebbero dovuti tenere».

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