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Martedì, 30 Novembre 2021
Attualità San Zeno / Circonvallazione Oriani

Eccidio della Divisione Acqui: Verona ricorda i caduti a Cefalonia e Corfù

«Un eroismo scaturito dalla volontà di mantenere fede al proprio dovere, ma anche al senso dell’onore e al rispetto dello Stato», ha detto il primo cittadino Federico Sboarina

Si è svolta venerdì mattina, in Circonvallazione Oriani, la cerimonia per il 76° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui.
Ai bastioni, dove dal 1966 si trova il monumento nazionale eretto per ricordare i numerosi soldati veronesi caduti a Cefalonia e Corfù, erano presenti il sindaco Federico Sboarina, il prefetto Donato Cafagna e il comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto Giuseppenicola Tota, oltre a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, al presidente nazionale dell'associazione Divisione Acqui Giuseppe Dal Piaz e di quello della sezione veronese Claudio Toninel.

Tra il pubblico anche gli studenti delle scuole medie “Bettelloni” e “Seghetti” che, al termine della cerimonia, hanno accompagnato i reduci alla Bandiera del 17° reggimento per i saluti finali.

La cerimonia per 76° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui

«Oggi, ricordare l’eccidio della Divisione Acqui a Cefalonia, e tutti i caduti di quei drammatici giorni, è fare memoria dell’esempio di tantissimi giovani - ha detto il sindaco -. Di un eroismo scaturito dalla volontà di mantenere fede al proprio dovere, ma anche al senso dell’onore e al rispetto dello Stato. Ciascuno di loro pagò a caro prezzo quegli altissimi ideali, ma fu anche l’artefice di un riscatto collettivo, da cui nacquero le istituzioni libere e democratiche che conosciamo oggi. Il simbolo di un’Italia migliore, capace di dimostrare il proprio valore. È quanto succede anche oggi in tante missioni di pace che in molti casi vedono impegnati migliaia di militari italiani. Uomini e donne che scelgono di essere, all’estero, portatori della nostra democrazia, di un riscatto che è sempre possibile. E che rappresentano uno stimolo alla stabilità e allo sviluppo di nazioni e aree particolarmente martoriate. Valori che fanno dei giovani di ieri, così come quelli di oggi, l’Italia di cui andiamo fieri. E di cui, con orgoglio, siamo parte».

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