Venerdì, 18 Giugno 2021
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I dormitori restano aperti a Verona per salvaguardare i senzatetto dal contagio

La giunta comunale del capoluogo scaligero ha prolungato l'apertura fino al 30 aprile. «Attenzione particolare viene sempre riservata alle persone in situazione di fragilità, che restano la nostra priorità», ha detto l'assessore Bertacco

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L’apertura diurna dei dormitori comunali di Verona viene prolungata fino al 30 aprile. Lo ha deciso lunedì la giunta, su proposta dell’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco, in considerazione delle nuove indicazioni a livello nazionale per contenere l'emergenza da Covid-19.

«La macchina dei Servizi sociali si è attivata da subito con misure idonee a salvaguardare i cittadini dal rischi di contagio da Coronavirus – spiega Bertacco -. Attenzione particolare viene sempre riservata alle persone in situazione di fragilità, che restano la nostra priorità. Tra questi, i senzatetto e i senza fissa dimora, che mai come ora hanno bisogno di un luogo sicuro, al chiuso, dove proteggersi dall'epidemia ed attivare tutte le precauzioni per sé e per gli altri. La soluzione adottata sta funzionando e visto che l'emergenza si protrae, abbiamo deciso di prolungarla fino al 30 aprile per scongiurare possibili contagi. Ricordo che, vista la situazione e per permettere a tutti di rimanere al chiuso e di uscire il meno possibile, il Comune non solo ha predisposto l’apertura straordinaria degli asili notturni anche durante il giorno, ma ha previsto anche il servizio di fornitura pasti».

Sono 250 i posti letto a disposizione dei dormitori comunali. Da circa una decina di giorni, per l’acuirsi del rischio di contagio, sono aperti l'intera giornata, consentendo agli utenti di rimanervi anche dopo la notte. In condizioni normali, infatti, i dormitori sono aperti fino alle 8 del mattino per poi riaprire alla sera. Nelle strutture di via Camploy, via Spagnolo, via Molise, via Nassar e del Samaritano, operatori ed educatori sono presenti durante le ore diurne per garantire assistenza agli ospiti e per accertare che vengano rispettate tutte le norme di protezione individuali per evitare il diffondersi del Coronavirus. Al momento la capacità ricettiva degli asili notturni comunali è al limite e non è in grado di accogliere utenti provenienti da altri Comuni.

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