Martedì, 26 Ottobre 2021
Attualità Borgo Roma

Donna denunciata: la "prestanome" risultava proprietaria di 42 automobili

Sono stati gli uomini del Reparto Motorizzato della Polizia locale di Verona a risalire a lei, dopo aver individuato nel quartiere di borgo Roma, grazie all'applicazione "Giano", una Volkswagen Golf intestata a lei

Continua la lotta della Polizia locale di Verona contro i “prestanome” di veicoli. Grazie all’attività di controllo degli agenti, un veicolo è stato sequestrato e una signora di origine sarda è indagata in quanto risultata proprietaria di una quarantina di autovetture. A risalire a lei gli uomini del Reparto Motorizzato che, utilizzando l’applicazione “Giano”, hanno individuato, in borgo Roma, una Golf intestata alla donna. La signora, fittiziamente residente a Milano, appare proprietaria complessivamente di 42 auto, tutte di media – grande cilindrata.
Il veicolo è stato posto sotto sequestro, su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, ed è stato radiato dal Pubblico Registro Automobilistico. Secondo le indagini, nel capoluogo lombardo, la donna, assieme ad altri soggetti al momento ignoti, riusciva a ottenere un profitto economico dall’attività di prestanome, una pratica che, di fatto, impedisce di sapere chi sia l’effettivo utilizzatore dei mezzi.

Non a caso, i controlli del Reparto Motorizzato, da tempo, sono indirizzati alla lotta contro i “prestanome”, cioè persone fisiche o società che hanno intestate decine o addirittura centinaia di veicoli, spesso usati per commettere reati, tra cui furti in appartamento, rapine in villa o colpi ai bancomat. La Polizia locale scaligera ha già individuato una ventina di veicoli in circolazione in città che, complessivamente, hanno sommato oltre 300 mila euro di verbali e cartelle esattoriali mai pagate.

Quello dei “prestanome” di veicoli è un fenomeno diffuso in tutta Italia. A livello nazionale sono stati individuati circa 112 mila veicoli intestati fittiziamente a oltre 600 soggetti o imprese prestanome. Tuttavia, grazie alle nuove tecnologie investigative e alle nuove banche dati, interconnesse a sistemi di videosorveglianza fissi e mobili, il contrasto a questo tipo di truffa riesce ad essere via via più efficace.

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