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Divieto di spostamento tra regioni: Bonaccini e i presidenti chiedono la proroga

Il provvedimento non sarà più in vigore a partire dal 16 febbraio e dalla Conferenza delle regioni è emersa la volontà di prolungarlo. Ora la palla passa al nascituro Governo Draghi

«L'orientamento della Conferenza delle regioni è di richiedere di prorogare il decreto legge che vieta gli spostamenti da una regione all'altra, anche per la zona gialla. Nelle prossime ore comunicherò tale orientamento al ministro Francesco Boccia che aveva chiesto il nostro parere nel corso dell'ultima Conferenza Stato-regioni, oltre che al presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi», lo ha dichiarato il presidente Stefano Bonaccini a margine della Conferenza delle regioni

Gli spostamenti tra regioni diverse sono vietati fino a lunedì 15 febbraio, se non per motivi urgenti di necessità, lavoro e salute. Dal giorno successivo però il divieto non sarà più in vigore e senza un rinnovo sarà dunque possibile spostarsi ad esempio dal Veneto alla Lombardia, senza esser mossi dai motivi citati in precedenza, come avveniva in epoca "pre covid". 
Come ha dichiarato Bonaccini però, dalla Conferenza delle regioni è uscita la volontò di proprogare tale divieto. Una decisione che spetta all'ormai imminente Governo Draghi che, vista l'assoluta emergenza, potrebbe emanare un decreto per prorogare il decreto attuale, in attesa di rivedere tutte le altre misure per affrontare la pandemia entro la fine del mese.

Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, scrive in una nota: «La Conferenza delle regioni, confermando ancora una volta leale collaborazione e grande senso di responsabilità, ha comunicato l’orientamento delle regioni nel richiedere la proroga del dl che vieta gli spostamenti tra regioni anche per la zona gialla. Limite che potrebbe essere protratto alla data di scadenza del Dpcm in vigore fino al 5 marzo, allineando così tutte le scadenze relative alle misure restrittive per l’emergenza Covid-19. Ringrazio il presidente della Conferenza delle regioni, Stefano Bonaccini, e tutti i presidenti di regione che si sono espressi con tempestività e rapidità in una fase così critica dopo la richiesta del governo avvenuta nell’ultima Conferenza Stato-regioni».

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