Distanziamento "social"

Tre foto ci hanno fatto capire che non abbiamo capito le regole sul "distanziamento sociale"

Il sindaco Sboarina in vista ai Centri estivi per bambini tra rilevazione della temperatura e mascherine - foto Facebook Sboarina Sindaco 22 giugno 2020

In Veneto fino al prossimo 10 luglio 2020 vige, salvo modifiche o novità normative, l'ordinanza regionale numero 59 firmata dal presidente del Veneto Luca Zaia che, tra le varie cose, disciplina anche i «comportamenti individuali» in relazione alla "fase 2" (o "fase 3" che dir si voglia) dell'emergenza coronavirus. Al punto A) lettera C) il documento ordina nel dettaglio esattamente quanto segue:

«Nel territorio regionale è fatto obbligo di usare le mascherine nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico e, all’esterno, in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza tra non conviventi. Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

Sono fatte salve le specifiche disposizioni relative a determinate attività economiche e sociali come disciplinate dalle linee guida allegate alla presente ordinanza e dalle altre disposizioni vigenti.

Nello spostamento in autoveicoli si applicano le disposizioni relative al luogo di lavoro se lo spostamento avviene nell’ambito dell’attività lavorativa. Negli altri casi, è obbligatorio l’uso della mascherina laddove non si assicuri il distanziamento di un metro tra non conviventi. Negli spostamenti in motociclo i passeggeri devono usare protezioni delle vie respiratorie e delle mani.

Sono vietati gli assembramenti in area pubblica o aperta al pubblico tra non conviventi».

Come tutte le norme, anche questa può essere soggetta ad interpretazioni variegate. Il presente articolo serve per fare ammenda, poiché evidentemente la nostra precedente interpretazione deve avere avuto qualche cosa di sbagliato. Leggendo il dispositivo in oggetto, infatti, si era creduto che in Veneto fosse obbligatorio indossare la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, così come anche che, ad esempio, nei luoghi di ristorazione fosse necessario «assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti» e che, all'aperto, la mascherina andasse indossata «in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza tra non conviventi». 

Ebbene, evidentemente le cose non stanno così. A farci cambiare idea sono stati i social network, o meglio alcune fotografie pubblicate sui social da politici veronesi piuttosto importanti. La cosa che ci ha convinto di essere in errore è la trasversalità politica delle immagini che riguardano anche esponenti di partiti molto diversi tra loro. Una di queste foto, pubblicata il 16 giugno alle ore 22.46 da un amministratore della giunta del Comune di Verona, ritrae messi in posa per uno scatto a fini social un politico nazionale attorniato da dieci persone, tra questi anche altri politici, tutti senza mascherina pur essendo all'interno di un locale «al chiuso e accessibile al pubblico». A ben guardare, tutti tranne uno che invece la mascherina la indossa e, dunque, proprio come noi, deve probabilmente aver capito male la norma contenuta nell'ordinanza firmata dal governatore Zaia.

Una seconda immagine ci viene poi dalla pagina Facebook ufficiale di un Comune della costa veronese del lago di Garda. Nell'immagine pubblicata il 15 giugno alle ore 8.25 si vedono sul lungolago messi in posa per lo scatto fotografico sette uomini, tra di loro anche il sindaco locale e pure un ex sindaco di un altro Comune scaligero molto conosciuto, nessuno con indosso la mascherina. Potrebbe essere una foto vecchia, ma il post recita «Pranzo tra amici a...» e onestamente se l'immagine fosse d'archivio non se ne capirebbe molto il senso. Ad ogni modo, essendo all'aria aperta è vero che di per sé basterebbe, secondo la nostra errata interpretazione, il distanziamento sociale di almeno un metro, ma in realtà i sette uomini in posa si tengono l'uno le braccia sulle spalle degli altri, dunque parrebbero essere a una distanza inferiore al metro e, quindi, la mascherina sembrerebbe essere d'uopo.

Nel caso specifico si potrebbe anche sostenere che l'impossibilità di «mantenimento della distanza di sicurezza tra non conviventi» non sia stata «continuativa» bensì solo istantanea, giusto il tempo di un clic fotografico, ma qualche dubbio ad altre persone che evidentemente, come noi, non hanno ben compreso le norme contenute nell'ordinanza del governatore Zaia, tale immagine l'ha ugualmente fatto sorgere. Sotto il post pubblicato sulla pagina Facebook del Comune gardesano, infatti, sono comparsi diversi commenti da parte degli utenti. Il signor Renzo, ad esempio, scrive: «A meno che non sia una foto d'archivio direi che non ci siamo con il distanziamento sociale». Anche Phil, il quale probabilmente è un turista, ha qualche perplessità: «Fake News? - scrive Phil in un commento - O una foto dell'anno scorso? Ma non vediamo l'ora che arrivi il momento senza restrizioni di coronavirus». Pure Marco pare dubbioso: «Ma questa storia del distanziamento sociale è quindi una bufala? Buono tutto?». E poi aggiunge: «Spero sia foto vecchia, altrimenti come sito istituzionale non sta dando buon esempio».

La terza e ultima foto che ci ha convinto di essere nel torto in merito al "distanziamento sociale" è quella pubblicata sempre sui social da una politica veronese in gita a Venezia. Il contesto è quello familiare, peraltro in un momento particolare perché si tratta di un compleanno di uno dei genitori della persona che ha pubblicato la foto in oggetto. Ci accodiamo naturalmente a tutti i commenti di auguri apparsi sotto il post e facciamo nuovamente ammenda per la nostra errata interpretazione delle norme. A volerla a tutti i costi salvare, tale nostra errata interpretazione, si potrebbe in questo caso rilevare che le tre persone oggetto della fotografia non indossano la mascherina, pur essendo tra loro a una distanza inferiore al metro, poiché sono conviventi. Ciò, anzi, vale molto probabilmente davvero per i due genitori, non è però detto che la figlia, cioè l'esponente politica veronese che ha divulgato via social l'immagine, abiti con loro e dunque sia convivente con i propri genitori e perciò esentata dall'indossare la mascherina qualora la distanza interpersonale di un metro venga meno. Altro tentativo estremo di salvare la nostra errata interpretazione delle norme, potrebbe essere quello di sostenere, come più sopra, che il mancato mantenimento della distanza di sicurezza tra non conviventi anche in questo caso non sia stato «continuativo», ma sia durato solo il tempo di un clic fotografico.

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In realtà quando si sbaglia è però forse meglio ammetterlo senza troppe remore e, dunque, chiediamo venia: di come funziona il "distanziamento sociale" noi abbiamo capito davvero poco e sarebbe bello qualcuno ci spiegasse meglio come funziona. A meno che non ci sia del tutto sfuggita un'altra norma, quella che regola il "distanziamento social" e che consentirebbe di derogare al "distanziamento sociale" in caso di fotografie dei politici destinate ai social network. Ma a giudicare dagli scatti di oggi, lunedì 22 giugno, che ritraggono il sindaco Sboarina in visita ai Cer estivi di Verona, nel rigoroso rispetto delle distanze di sicurezza, mascherine pure per i bimbi e rilevazione della temperatura corporea, nemmeno di quest'ultima ipotesi a dir il vero siamo poi così convinti. A meno che persino il primo cittadino scaligero, proprio come noi, non abbia mal interpretato le regole del "distanziamento sociale" che si ostina, insieme a tanti altri comuni cittadini, a rispettare.

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