Discarica di Torretta di Legnago in affanno, rifiuti dirottati nel Padovano

La discarica veronese riceverà solo il «secco» e i rifiuti ingombranti dei territori comunali della Bassa. Tutto il resto del pattume finirà a Sant'Urbano. Guarda e Bigon: «La Regione intervenga»

(Foto di repertorio)

Almeno fino al prossimo 31 dicembre, la discarica di Torretta di Legnago riceverà i rifiuti ingombranti ed il «secco» solo da 39 territori comunali della Bassa Veronese. La decisione è stata presa dalla Regione Veneto, la quale ha accolto la richiesta della società che gestisce il sito, la Legnago Servizi, azienda controllata dal Comune e dalla Sit di Vicenza. La richiesta è stata motivata dall'accumulo dei rifiuti venutosi a creare in discarica, dovuto in parte a dei guasti tecnici. Inoltre, si sta ormai riducendo lo spazio consentito per il conferimento dei rifiuti. E così, la parte secca del pattume prodotto dal capoluogo e dagli altri territori non della Bassa prenderà la via di Padova per finire nella discarica di Sant'Urbano.

E a seguito di questa decisione della Regione, la consigliera di Europa Verde Cristina Guarda e quella del Partito Democratico Anna Maria Bigon sono intervenute, definendo disastrose le condizioni della discarica legnaghese ed emergenziale la situazione della raccolta dei rifiuti in provincia di Verona. «L'amministrazione regionale aveva stabilito la scorsa primavera che nella discarica sarebbero confluite mensilmente 3.950 tonnellate di rifiuti, una soluzione tampone fino a fine 2020 per rimediare ad una emergenza che si prolunga da anni - hanno detto le due consigliere regionali - Ma la quantità di rifiuti conferita ogni mese risulta essere quasi il doppio rispetto a quanto stabilito. A questo si è aggiunta una ulteriore emergenza causata da un danno tecnico. E sempre l'amministrazione regionale aveva stabilito che ogni provincia gestisse autonomamente lo smaltimento dell'immondizia, ma non ha messo le amministrazioni nelle condizioni tali di poter svolgere questo delicato compito. Ora non è più solamente necessario, ma è urgente ricorrere ad una progettazione a lungo termine fornendo risposte concrete alle questioni poste dai sindaci e alle difficoltà riscontrate dai cittadini veneti».

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