Piccole difformità edilizie ante 1977: dalla Regione le linee guida per i Comuni

«Stiamo parlando della necessità di tante famiglie che si trovano nella situazione di non poter altrimenti regolarizzare modeste difformità», ha detto l’assessore veneto al Territorio Cristiano Corazzari

Immagine di repertorio

La riqualificazione del patrimonio edile e del territorio passa anche attraverso la regolarizzazione delle piccole difformità edilizie, quelle che pur non facendo uscire l’immobile dal rispetto dei vincoli urbanistici e dalle norme di settore, si trascinano da oltre quarant’anni, essendo state realizzate prima che entrasse in vigore la legge del 1977. Con questo passaggio, possiamo guardare senza lasciare ulteriori strascichi alla riqualificazione del tessuto insediativo, varata lo scorso aprile con ‘Veneto 2050’, il nuovo quadro normativo con cui abbandoniamo il vecchio concetto di urbanistica.

Così l’assessore al Territorio Cristiano Corazzari annuncia che, nelle prossime settimane, tutti i comuni del Veneto riceveranno una circolare esplicativa con le linee guida per l’applicazione della legge regionale, varata alcuni giorni fa dal Consiglio regionale e riguardante le situazioni di modesta difformità edilizia.

Non stiamo parlando – prosegue Corazzari - né di condoni come si intendono comunemente in senso negativo né di chiudere gli occhi su scempi ambientali. Stiamo parlando della necessità di tante famiglie che si trovano nella situazione di non poter altrimenti regolarizzare modeste difformità, perché di ciò si tratta rigorosamente, che sono piccoli interventi incidenti in maniera pressoché irrilevante. Questo è in piena coerenza con il concetto di riqualificazione delle città e dei centri abitati e, contemporaneamente salvaguarda l’utilizzo dei beni immobili da parte dei cittadini interessati oltre che le trasformazioni previste dai piani urbanistici comunali.

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Ci sono nuclei familiari che hanno ereditato questa situazione di piccole irregolarità – sottolinea l’Assessore – magari senza saperlo. La norma esclude la sua applicazione sugli edifici abusivi e riguarda gli immobili costruiti legittimamente. Stiamo parlando di interventi come la costruzione successiva di una parete o l’apertura di una luce, portati a termine prima del 1977, quindi in buona parte dai genitori se non, addirittura, dai nonni dei proprietari odierni. La nuova legge consente, dopo tanto tempo, di regolarizzare per via amministrativa previo il pagamento di una sanzione pecuniaria. Il nostro concetto di riqualificazione non può prescindere da una generale regolarizzazione della situazione esistente, anche per le piccole cose.

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