Via alla demolizione delle case abusive per valorizzare Bastione San Francesco

Gli edifici abusivi erano stati realizzati dal secondo Dopoguerra in poi nell'area demaniale tra via Faccio e via dell’Autiere, a Verona: «Una situazione inaccettabile a cui si doveva mettere la parola fine»

Le ruspe in azione nel vallo di via Faccio

Dovevano essere demoliti dieci anni fa, come ordinato allora in via definitiva dal Consiglio di Stato. Sono gli edifici abusivi costruiti dal secondo Dopoguerra in poi nell’area demaniale a ridosso del Bastione San Francesco, tra via Faccio e via dell’Autiere, a Verona. Una parte della Cinta magistrale sino ad oggi poco visibile e soprattutto non fruibile dalla cittadinanza, a causa dell’abusivismo che, nel corso degli anni, ha creato una situazione di degrado complessivo.

Oggi questo capitolo viene definitivamente chiuso per lasciare il posto al recupero dell’area, una scelta precisa dell’Amministrazione che ha reperito i fondi necessari per iniziare i lavori. Circa 25 mila euro il costo di questa prima fase, mentre servirà circa 1 milione di euro per la tutta la bonifica, che comprende anche lo smaltimento dell’abbondante quantità di rifiuti presenti.

Le ruspe sono già in azione per demolire le prime quattro abitazioni abusive costruite sotto il vallo. Precedenza all’area vincolata, ma le demolizioni proseguiranno anche nell’area più interna e lungo il fiume. In tutto sono ventisette le ‘casette’ che verranno buttate giù, quasi tutte disabitate e fatiscenti.

La riqualificazione dell’area è un passaggio fondamentale non solo per restituire decoro alla zona, ma anche per consentirne il trasferimento dal Demanio al Comune. L’accordo sottoscritto nel 2012, prevedeva infatti che il passaggio del compendio Cinta magistrale fosse subordinato all’eliminazione dei fabbricati abusivi esistenti. Demolizione che, come già accennato, era già stata ordinata due anni prima dalla sentenze del Consiglio di Stato, dando così attuazione al Decreto del Ministero dei Beni Culturali emesso nel 1991.

Parla di situazione ‘surreale’ il sindaco Federico Sboarina che, insieme agli assessori ai Lavori pubblici Luca Zanotto, al Bilancio/Rapporti Unesco Francesca Toffali e al Demanio Edi Maria Neri, si è recato in sopralluogo nel vallo di via Faccio, dove era in corso la prima demolizione.

«Quest’area fa parte del nostro patrimonio Unesco, si trova a due passi dal centro e a ridosso del fiume- ha detto il sindaco -. Per decenni è stata oggetto di abusivismo e negli ultimi anni di degrado e abbandono, una situazione inaccettabile a cui si doveva mettere la parola fine. Si sarebbe dovuto fare dieci anni fa, lo facciamo ora reperendo le risorse necessarie e iniziando un percorso per valorizzare anche questa parte della Cinta magistrale».

«I lavori dureranno una decina di giorni, dopodichè questa parte di area sarà libera da boscaglie, materiali di deposito e rifiuti – ha aggiunto l’assessore ai Lavori pubblici -. Da qui può partire la valorizzazione del bastione San Francesco, un gioiello della cinta magistrale che, in questo stato, viene precluso alla città».

«Le mura sono testimoni di loro stesse, per essere apprezzate non servono grandi progetti ma averne cura costantemente e renderle fruibili – ha aggiunto l’assessore al Bilancio -. Questa è la prima volta che viene messa a bilancio la bonifica di quest’area. Si tratta di una somma importante, ma era indispensabile intervenire. Mi impegnerò a recuperare tutti i fondi necessari per questo progetto».

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«In realtà, come dice la sentenza del Consiglio di Stato, la bonifica sarebbe a carico dei proprietari della case abusive – ha ricordato l’assessore al Demanio -. Abbiamo deciso di sostenere il costo dei lavori perché era l’unico modo per porre fina al degrado e all’abusivismo e per ottenere dal Demanio il passaggio di questa parte di Cinta magistrale».

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