Festival Bellezza senza donne, gli ospiti cosa dicono? Sgarbi: «Rinuncio, mando mia sorella»

«Per ristabilire le quote rosa rinuncio volentieri alla mia partecipazione», scrive ironico Vittorio Sgarbi dopo le polemiche e propone al suo posto «mia sorella Elisabetta»

Morgan Sgarbi - foto Facebook Morgan Festival della Bellezza 2020

La cronistoria della polemica è presto fatta: vi sono 22 incontri in cartellone al Festival della Bellezza 2020 e in due sole circostanze per parlare di "eros e bellezza" vengono invitate delle donne (in un caso si tratta di "accompagnamento" al pianoforte dell'ospite Baricco). Il "desiderio" di queste ultime, dunque, per quest'anno a Verona, in Arena o al Teatro Romano, resterà argomento di un simposio pressoché tutto maschile. Si sono mosse filosofe attive a Verona per protestare, si sono mosse donne della politica locale, persino è arrivata a prendere posizione la consigliera regionale di Parità del Veneto Sandra Miotto, invitando gli organizzatori del festival per le prossime edizioni a rispettare «il principio di parità, di non discriminazione di genere e delle pari opportunità».

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Tra chi ha sollevato dure critiche vi è stata la deputata dem Alessia Rotta che ha chiesto agli invitati maschi del festival di «mandare un segnale», di fatto chiedendo loro di «evitare di partecipare a questa tristissima esibizione di misoginia». Ebbene, mentre sui social infuria la sommossa, tra chi invita a boicottare la rassegna e chi, invece, addirittura chiede venga annullata del tutto, è interessante valutare anche le reazioni degli ospiti, vale a dire di quei 20 uomini, letterati, artisti, critici, filosofi e chi più ne ha ne metta che, alla luce delle polemiche, si trovano dinanzi a due strade alternative: prendere una posizione, quale che sia, oppure far finta di nulla, come se la cosa non li riguardasse poiché in fondo sono solo degli "invitati": che responsabilità hanno, dopotutto, se la tavola del simposio traballa?

Ora, inutile dire che la stragrande maggioranza degli ospiti del Festival della Bellezza per il momento tace sul tema, ha scelto cioè fino ad oggi di tenersi distante dalle polemiche, anche se il rischio per loro è evidentemente in una simile situazione quello del "silenzio assenso". Stasera Edoardo Bennato suonerà in Arena e domani è atteso Massimo Recalcati per le 18.30, di entrambi non sono a noi note considerazioni su quanto emerso nelle ultime ore. A parlare, o meglio a scrivere, sono invece stati sia Vittorio Sgarbi che Morgan, tutti e due invitati in Arena sempre domani sera per un concerto/lezione dedicato a Lou Reed ed Andy Warhol. In una nota divulgata nelle scorse ore dall'ufficio stampa di Vittorio Sgarbi, il celebre critico d'arte e parlamentare fa sapere: «Niente donne al Festival della Bellezza di Verona? Nessun problema: rinuncio a fare lo spettacolo con Morgan su "Eros e bellezza", in programma il 13; al mio posto propongo mia sorella Elisabetta». Lo stesso Sgarbi quindi poco dopo aggiunge con lo stesso fare un po' sornione: «Per ristabilire le quote rosa rinuncio volentieri alla mia partecipazione, condividendo la preoccupazione di chi, per un tema come "eros e bellezza", reclama una maggiore presenza femminile, che io avrei comunque largamente desiderato». 

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Ora, le parole di Vittorio Sgarbi avranno sicuramente fatto sorridere in tanti. È giusto quello che cercano e la battuta cameratesca è in effetti perfettamente riuscita, corrisponde in modo esatto al darsi di gomito al bar tra energumeni che, finalmente, osservano entrare nel locale una bella ragazza. E non a caso l'intelletto virile del critico d'arte ci tiene nel finale della sua nota a far sapere che lui, quella «maggiore presenza femminile» che oggi viene da più parti reclamata, ebbene sì, anche lui l'avrebbe «comunque largamente desiderata». Così sia, ma il problema è altrove: non della sorella di Sgarbi, o comunque non solo, il Festival della Bellezza avrebbe bisogno, bensì di altre donne brave e competenti nella stora dell'arte, studiose di Andy Warhol che insegnano nelle università di mezzo mondo e che ben potrebbero sostituire lo stesso Vittorio Sgarbi per una lectio magistralis altrettanto o forse ancor più interessante. Questo è ciò che la battuta di spirito del critico d'arte in fondo vuole nascondere, perché questo è ciò che gli uomini sin da sempre temono: la sola e semplice possibilità che una donna possa fare meglio di loro una cosa qualunque. 

Veniamo ora a Morgan. Il musicista in prima battuta ha scritto sui social: «Propongo di non rinunciare ma di partecipare con loro e anche io invito mia sorella a leggere le sue poesie e suonare il violoncello e io e Vittorio Sgarbi, uomini accusati di scambiare le donne per soprammobili e oggetti, vi insegneremo cosa significa conoscere le donne, saper vivere con le donne, collaborare dialogare con le donne e amarle». Ci pare essere già un enorme passo avanti, Morgan in fondo rivela che sua sorella suona il violoncello, compone poesie e la invita a prendere parte allo spettacolo insieme a Vittorio Sgarbi e relativa sorella, della quale invece il critico non ci ha voluti edurre in merito alle competenze. Morgan poi però è ritornato sul tema con una seconda nota, molto lunga e che chi vuole potrà facilmente andarsi a leggere. In breve il musicista dapprima afferma: «Si, è scandaloso che al Festival della Bellezza ci sia solo una donna, anche e soprattutto perché la bellezza e l’arte sono zone femminili dello spirito anche di un uomo». Subito dopo però Morgan aggiunge che l'«uomo ama circondarsi di femmine, l’uomo adora le femmine» e che quindi «tutte le volte che noterete sbilanciamento, perché ci sono troppe poche femmine e la prevalenza è maschile», ecco allora secondo Morgan bisogna prendersela «con le femmine che hanno voluto questo perché fosse stato per i maschi sarebbe stato esattamente il contrario». Al netto della nostra passione musicale per Morgan, ci paiono davvero parole che purtroppo si commentano tristemente da sole.

Post Facebook Morgan Festival della Bellezza 2020

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Da ultimo occupiamoci quindi di Alessandro Baricco, già in Arena per l'intervento solitario di venerdì sera ma previsto anche nel programma del Festival della Bellezza per il prossimo 18 settembre, quando vi sarà anche l'unica altra donna della rassegna culturale che compare sulle locandine oltre alla superstite Jasmine Trinca, vale a dire la pianista Gloria Campaner. Ebbene, in una lunga nota firmata da Alessandro Baricco ed anche dalla stessa musicista Gloria Campaner e dai vari componenti dell'orchestra (tra le quali anche diverse altre donne) si legge: «Pur costruito tra mille difficoltà, il cartellone del Festival, con la quasi totale assenza di donne, ci sembra ovviamente inopportuno e infelice. Tuttavia crediamo nel nostro lavoro e abbiamo convinzioni che sono indipendenti da qualsiasi cornice in cui ci può accadere di finire. Così, noi, il 18 settembre, lo spettacolo all’Arena lo faremo». La nota poi prosegue spiegando che, in tempo di Covid-19, ogni occasione «per aprire un teatro» è da ritenersi «rara e preziosa», ribadendo che pertanto è importante illuminare un palcoscenico «ogni volta che ci sarà possibile». Ritorna insomma in modo piuttosto evidente il tema dell'assenza di responsabilità per gli invitati al simposio, in quanto semplici ospiti («Abbiamo convinzioni che sono indipendenti da qualsiasi cornice in cui ci può accadere di finire») che si approssimano ugualmente verso un convivio la cui tavola è quantomai traballante. 

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L'elenco dei silenziosi è per il momento, salvo naturalmente dichiarazioni di cui non siamo a conoscenza, piuttosto lungo: Mogol, Edoardo Bennato, Massimo Recalcati, Federico Buffa, Flavio Tranquillo, Umberto Galimberti, Gioele Dix, Massimo Cacciari, Alessio Boni, Gianni Morandi e Michele Serra. In attesa che eventualmente qualcuno di questi uomini decida di intervenire e manifestare il suo pensiero, un ultimo suggerimento a lettori e lettrici ci sentiamo ancora di darlo. Nel rispetto dei tanti operatori del mondo dello spettacolo e degli stessi organizzatori del festival che, tra le molte incertezze di questo periodo, hanno comunque operato per realizzare una manifestazione culturale, l'idea di un boicottaggio puro e semplice della rassegna ci appare forse frutto di una, pur comprensibilissima, irritazione a caldo. Certo è che un simposio senza Diotima, pensato per soli uomini sul palco, se merita ancora, nonostante tutto, di avere un pubblico, è bene forse che questo pubblico sia solo maschile e, dunque, parafrasando il critico d'arte: donne rinunciate, regalate i vostri biglietti e al Festival della Bellezza 2020 mandateci i vostri uomini, fratelli, mariti, figli o padri che siano...

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