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D'Arienzo scrive a Salvini per l'arrivo a Verona di un "prefetto antimafia"

Il senatore del PD, nominato membro della Commissione parlamentare Ecomafie, ha inviato una lettera al Ministro dell'Interno per una pronta sostituzione di Salvatore Mulas, con una persona specializzata nella lotta alla malavita organizzata

Egregio Sig. Ministro,
come saprà, il Prefetto di Verona, Salvatore Mulas, è stato promosso a Capo del Dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile.
Lascia, così, vacante un incarico che ha svolto con determinazione e impegno.
Verona dovrà essergli grato per i risultati che ha ottenuto.

È il senatore del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo, nominato membro della Commissione parlamentare Ecomafie, il firmatario della lettera inviata al Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per chiedere l'arrivo di un degno sostituto di Salvatore Mulas nel ruolo di prefetto di Verona, dopo che quest'ultimo è stato promosso a capo del Dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile. 
Mulas nella provincia scaligera si è distinto per la lotta alla malavita organizzata, firmando 17 interdittive antimafia in tre anni. 

Tra i tanti, quello del contrasto alle infiltrazioni mafiose. Egli stesso ha chiaramente detto che "la ’ndrangheta ha messo gli occhi su Verona, lo sta facendo in modo sempre più invasivo e bisogna prenderne atto. La gente non se ne rende conto ma deve recepire che il pericolo è reale: l’economia dorata del ricco Nord Est non deve finire nell’orbita di queste organizzazioni delinquenziali. Ritengo davvero che questa sia la situazione al momento più pericolosa per la città: gli altri problemi si risolvono, si combattono, questo qui è invece un cancro che si fatica ad estirpare."
Queste gravi dichiarazioni sono corroborate dalle 17 interdittive antimafia che il Prefetto medesimo ha firmato nel corso dei suoi anni di permanenza a Verona.
In pratica, il numero più alto di interdittive emesse in tutto il Nord Italia. Rilevo, peraltro, il paradosso, ma ovviamente a scapito di altre realtà in cui pare che la criminalità organizzata non esista.
Sulla dinamicità economica del territorio veronese penso non ci siano dubbi e, per questo, faccio mie le parole dette dal Prefetto Mulas: "la mafia è arrivata anche qui perché qui c’è ricchezza, c’è un’economia sana, ci sono imprenditori illuminati ed imprese che funzionano. Dove c’è denaro, dove c’è opulenza, i criminali arrivano come api sui fiori, fiutano l’affare e si infiltrano".
Negli ultimi anni Verona è stata spesso oggetto di atti incendiari dolosi nei confronti di aziende che trattano rifiuti nonchè società operanti nel segmento economico dei trasporti.
Da ricordare anche le tante operazioni di polizia giudiziaria avente ad oggetto soggetti e società collegate o collegabili con la criminalità organizzata.
Una presenza minacciosa ed invasiva che ha dimostrato la minuziosa conoscenza del territorio e la capacità militare della criminalità organizzata di colpire obiettivi aziendali, anche contemporaneamente in diversi punti della realtà veronese.
Questi precedenti, suggeriscono più riflessioni.
La prima, innanzitutto, è la cogente necessità che vi sia subito la designazione del nuovo Prefetto. Non sono consentite dilazioni temporali e/o vacanze incomprensibili in quel delicatissimo ruolo.
In secondo luogo, in ragione dei trascorsi che ho citato, pur con rispetto nei confronti di chiunque sarà incaricato, ritengo sia necessaria una professionalità che abbia avuto esperienze o quantomeno conoscenze del fenomeno che attanaglia Verona in modo da proseguire quella "battaglia" che lo Stato deve compiere per garantire ai veronesi la sicurezza e la tranquillità nello svolgimento della vita quotidiana.

La saluto cordialmente.

Sen. Vincenzo D'Arienzo

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