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Immagine di repertorio

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Cub Trasporti Verona: «Peggiorano le condizioni dei lavoratori al Catullo»

Con una nota diffusa dalla segretaria provinciale Shirley Zonni, viene denunciata la situazione precaria nella quale si troverebbero i dipendenti di alcune cooperative che operano all'aeroporto scaligero

"Da anni la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’aeroporto di Verona Valerio Catullo è in continuo peggioramento". Recita così la nota diffusa dalla segretaria provinciale Cub Trasporti Verona, Shirley Zonni, per la quale «poca attenzione viene posta sulle condizioni di lavoro di chi è continuamente schiacciato», le quali sarebbero «precarie e ora si va di male in peggio». Per la sindacalista questo sarebbe il prezzo "che devono pagare i lavoratori per il +18%".

«Il 6 dicembre -prosegue la comunicazine - si è tenuto un incontro tra l’azienda Alpina service soc.coop, che si occupa di attività di carico e scarico bagagli, pulizia aeromobili, posizionamento scale, trasporto passeggeri e movimentazione aeromobili sullo scalo, e il sindacato di base CUB trasporti di Verona. Argomento dell’incontro è stato il passaggio dei lavoratori dalla cooperativa Alpina a F.C. Handling s.r.l., tramite cessione di ramo d’azienda con decorrenza dal primo gennaio 2019. Il risultato di questo incontro è stato del tutto deludente e in data 16 dicembre 2018 si è conclusa la prima fase di raffreddamento con esito negativo. Ora si accede alla seconda fase di raffreddamento con l'incontro in prefettura».

«Questa cooperativa è in regime di sub appalto di Ags handling s.p.a. di cui il 49% della proprietà è dello stesso proprietario della cooperativa - afferma Zonni -. Molteplici le azioni fatte da sindacati di base unitamente alle RSU e ai lavoratori per chiedere l'applicazione del CCNL di categoria delle attività aeroportuali ASSOHANDLER. Tuttavia ne è emerso un nulla di fatto e da anni i lavoratori vengono contrattualizzati in modo errato.
Gli enti preposti al controllo dei contratti e delle attività svolte, nello specifico l’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC), tacciono da anni, permettendo la più totale libertà in termini di sfruttamento di lavoratori e lavoratrici nonché nel mantenimento di ampie fasce di precariato: pagamento del parcheggio di lavoro a carico dei dipendenti, orari spezzati con pause non retribuite anche di tre ore, banca ore e molto altro. Il 6 dicembre è anche stato chiesto un incontro a Enac ma nessuna risposta da parte dell'ente nazionale dell'aviazione civile - conclude Zonni nella nota diffusa -. Tutti tacciono e i lavoratori pagano le conseguenze del volare low cost e del precariato».

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