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(Foto Facebook - Vincenzo D'Arienzo)

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Elcograf, posti di lavoro a rischio anche a Verona. Il PD interpella Di Maio

La situazione di crisi sembra essere generata dalle tensioni tra il gruppo e il suo principale cliente, la Mondadori. D'Arienzo: «Perché i lavoratori devono pagare per i litigi altrui?»

Venerdì e sabato, 10 e 11 maggio, sono stati due giorni di sciopero per i lavoratori del gruppo Elcograf, la ex Mondadori Printing passata nel 2008 nel mani del gruppo Pozzoni. Alla protesta hanno partecipato anche i dipendenti della sede veronese di Borgo Venezia, i quali rischiano il posto di lavoro a causa dell'andamento negativo del gruppo.
Esattamente un mese fa, il 12 aprile, l'azienda ha incontrato i sindacati comunicando le perdite per milioni di euro che stanno costringendo la direzione a riflettere sulla possibile chiusura di alcuni stabilimenti produttivi. E lo stabilimento di Verona è tra quelli più a rischio.
L'attuale situazione sembra essere generata dal mancato rispetto di vincoli contrattuali da parte del principale cliente della Elcograf, la Mondadori, la quale rappresenta da sola oltre la metà del fatturato complessivo del gruppo.
Con la loro protesta, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto alle parti interessate di sedersi ad un tavolo e di trovare una soluzione che salvaguardi il lavoro, dato che solo nel sito di Verona i posti a rischio sono centinaia.

«Perché i lavoratori devono pagare per i litigi altrui?», si chiede il senatore veronese del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo, il quale insieme ad altri colleghi ha chiesto al ministro Luigi Di Maio «se è vero che il Gruppo Pozzoni sta creando un monopolio in Italia nel comparto delle stamperie - scrive D'Arienzo - E se, per fronteggiare intanto la delicata situazione, s'intende allungare gli ammortizzatori sociali dei lavoratori coinvolti per il tempo necessario a capire se sia possibile una riconversione dell'azienda per salvare quanti più posti di lavoro possibile».
«Davanti a 440 dipendenti della Elcograf che rischiano il posto di lavoro e alla preoccupazione delle famiglie il ministro Di Maio non può voltarsi dall’altra parte; servono soluzioni rapide», ha aggiunto la deputata veronese del PD Alessia Rotta.

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