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A Verona le cremazioni superano le sepolture e il Comune apre un Registro

Palazzo Barbieri informa che nel 2020, su 4040 atti di morte, sono state 2195 le autorizzazioni alla cremazione, il 52% del totale ed è stato quindi attivato un servizio per rispondere all'aumento delle richieste

Il cimitero Monumentale di Verona

È operativo il Registro per la Cremazione, il servizio del Comune di Verona che risponde al continuo aumento di richieste da parte di cittadini relative alle pratiche amministrative.

L'iscrizione al Registro serve infatti a facilitare una serie di procedure che altrimenti complesse. Diversamente, cioè senza l'espressa volontà da parte del richiedente, la Cremazione sarebbe possibile solo con l'assenso dei partenti più stretti, coniuge o figli, chiamati a concederlo nelle ore subito successive al decesso. In alternativa, la volontà di essere cremato può essere espressa attraverso testamento, quindi ricorrendo ad un atto notarile; oppure iscrivendosi alle società preposte come la veronese So.Crem oppure appunto iscrivendosi appunto al Registro comunale per la cremazione.

La procedura è piuttosto semplice. All'ufficio si accede con appuntamento da prenotare telefonando dal lunedì al mercoledì dalle 12 alle 13 al n. 045 8079500. All'incontro sono richiesti un documento di identificazione, l’istanza di iscrizione al registro scaricabile dal sito, la dichiarazione del Consolato di appartenenza per i cittadini stranieri, attestante che per le leggi del proprio Stato può essere cremato, una marca da bollo da 16 euro. Per quanto riguarda la dispersione delle ceneri, può avvenire solo se preventivamente richieste dal diretto interessato, senza una precisa disposizione data in vita non si può procedere alla dispersione dopo la morte.

I numeri parlano chiaro, negli ultimi anni le cremazioni hanno superato le tradizionali sepolture. Una pratica ufficialmente accettata dalla Chiesa nel 1963, ma che in Italia ha cominciato ad imporsi dal Duemila in poi, per arrivare alla crescita delle ultime annate. Nel Comune di Verona, nel 2020 su 4040 atti di morte, sono state 2195 le autorizzazioni alla cremazione, il 52% del totale; nel 2019 le cremazioni sono state 1650 su 3352 decessi (49%), nel 2018, 1427 cremazioni su 3433 (42%).

Il servizio di Cremazione nel Comune di Verona è gestito da Agec e viene realizzato nei due forni dell'azienda operativi dalle 7 alle 23. Proprio in queste settimane il sito sarà oggetto di un intervento straordinario per migliorare la funzionalità del servizio e tutelare i lavoratori. Il servizio garantisce pochi giorni di attesa. Tra i nuovi servizi di Agec, vi è anche la recente creazione all'interno del cimitero Monumentale, di un apposito giardino riservato alla dispersione delle ceneri, pratica questa che può avvenire solo se richiesta quando si è in vita.

A fare il punto in conferenza stampa, l'assessore ai Servizi demografici Stefano Bianchini. Presenti il vice presidente di Agec Luigi Contolini, il presidente della società So.Crem Verona Francesco Torchiarulo e don Carlo Vinco, oparroco di Santa Eufemia.

«L'ufficio per il Registro delle Cremazioni è operativo e risponde a richieste sempre più numerose - ha detto Bianchini-. I numeri ci dicono che oramai la cremazione non è più un tabù, anzi, sono sempre più numerosi i cittadini che la richiedono al posto della tradizionale sepoltura. Come Comune ci adeguiamo al mutare delle esigenze, offrendo un servizio efficiente e vantaggioso per i cittadini. Oltre che sui nostri uffici possiamo contare sulle competenze di Agec, che è la società strumentale del Comune per tanti servizi compreso quello cimiteriale".

«Siamo ben strutturati e diamo risposte in tempi veloci - ha detto Contolini-. Le richieste di cremazione vengono esaudite in tre/quattro giorni dalla cerimonia funebre, un'efficienza che ci è stata riconosciuta anche durante il primo lockdown. L'attenzione è massima non solo verso gli utenti, ma anche verso i nostri lavoratori. Da poco abbiamo predisposto un giardino all'interno del cimitero Monumentale dedicato alla dispersione delle ceneri, sono pratiche che vanno incontro a diverse sensibilità, noi cerchiamo di rispondere al meglio alle esigenze di tutti».

«Una richiesta che nel corso degli anni ha cambiato anche la sua connotazione etica - ha aggiunto don Vinco-. Oggi i cittadini chiedono di essere cremati per diversi motivi, lo stesso vale per la dispersione delle ceneri. Tanto che le diverse parrocchie hanno l'indicazione di recuperare, nei propri spazi, un luogo adeguato dove conservare tali resti».

Il presidente di So.Crem ha evidenziato le norme che regolano tale procedura, che vanno non solo dal consenso in vita sia per la cremazione che la dispersione, ma anche dalla autorizzazioni previste dagli enti locali. Per la dispersione, infatti, serve l'autorizzazione del Comune dove vengono lasciate le ceneri, che non sempre coincide con quello dove è avvenuto il decesso.

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