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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Green pass nel 2022, proroga stato d'emergenza e l'obiettivo quota 90% di vaccinati: verso un «Natale libero»

Quando finirà l'era del green pass? Oggi «è prematuro parlarne», ha detto il sottosegretario Sileri. E anche lo "stato d'emergenza" potrebbe durare oltre Capodanno e gennaio 2022

Green pass e "stato di emergenza" nazionale causa pandemia da Covid, sono questi i due temi che il governo già nel mese di novembre dovrà affrontare. La data di scadenza è ad oggi fissata per entrambi al 31 dicembrre 2021, ma bisognerebbe necessariamente peccare di ingenuità per continuare a crederla realistica. I segnali molto chiari a tal riguardo non mancano: il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri in una recente intervista al Corriere della Sera ha detto che «vivremo un Natale libero», è verosimile che i casi positivi «continueranno a crescere ancora un po’», ma «grazie alla carta verde non subiremo restrizioni». Tuttavia, lo stesso Pierpaolo Sileri è stato molto netto circa l'eventualità di un'eliminazione dell'obbligo del green pass per accedere ai luoghi di lavoro o fruire di pressoché qualsiasi servizio in Italia: «È prematuro parlare di un alleggerimento o addirittura dell’abolizione del green pass».

L'idea espressa dal sottosegretario Pierpaolo SIleri si fonda su quelle che lui stesso ha definito «tre ragioni» a partire dalle quali sembra scontata la proroga delle certificazioni verdi ben oltre il 31 dicembre 2021: «I casi sono in aumento. - ha spiegato Sileri - L’indice di trasmissibilità basato sui casi sintomatici è in aumento e quello basato sui ricoveri ospedalieri ha superato la soglia epidemica». In secondo luogo ci sono diverse persone che anagraficamente risultano più esposte al virus ed ai suoi effetti potenzialmente nefasti che tuttavia non hanno ricevuto al momento nemmeno una dose di vaccino, in sostanza lo zoccolo duro degli irriducibili contrari alla vaccinazione anti Covid: «Gli over 50 completamente scoperti, senza neppure una dose sono 2 milioni 731 mila circa - ha chiarito il sottosegretario Pierpaolo Sileri - e non sono ottimista sul fatto di poterli recuperare, nonostante le campagne di sensibilizzazione».

La terza ed ultima ragione che imporrebe la proroga del green anche oltre il 31 dicembre 2021 è, secondo il sottosegretario alla Salute, il fatto che al momento «è in corso la somministrazione delle terze dosi, appena cominciata». In sostanza, «i richiami cosiddetti booster, a operatori sanitari e over 60» che, ad oggi, «sono 1 milione e 305 mila circa», mentre «quelle addizionali, a immunodepressi e fragili, 262 mila». Si tratta cioè di numeri alquanto bassi che, dunque, si incomincia a ragionare nel governo, l'estensione dell'obbligo del green pass anche per il 2022 dovrebbe in qualche modo contribuire a far crescere. Il tema della campagna vaccinale e, in particolare, l'andamento delle cosiddette "terze dosi", è infatti evidente che risulterà decisivo ancora una volta per stabilire la data di proroga dell'obbligatorietà del certificato verde.

A confermare tutto questo è stato nelle scorse un altro sottosegretario per il ministero della Salute, ovvero Andrea Costa, il quale intervistato su Radio 24 ha chiarito: «Il prolungamento dello stato di emergenza e le misure restrittive sono correlate al numero dei vaccinati». Lo stesso sottosegretarrio Costa ha poi aggiunto: «Credo che vadano date delle prospettive ai cittadini, io credo che con il 90% dei vaccinati si possano prendere in considerazione l'allentamento delle misure, come la revisione dell'utilizzo del green pass con una sua estensione più ridotta rispetto a quanto è previsto oggi». In sostanza, la cosiddetta "quota 90" di vaccinati in Italia consentirebbe di rimodulare l'obbligo del green pass, ovvero si potrebbe iniziare a pensare di rimuoverlo in alcuni contesti, verosimilmente il primo potrebbe essere quello dove la sua introduzione ha generato i contrasti e le tensioni maggiori, vale a dire gli ambienti di lavoro.

Tuttavia, il fatto che lo strumento del green pass possa essere rimodulato una volta che si sia raggiunta la soglia del 90% di vaccinati, rivela altresì che le certificazioni verdi sono comunque destinate a perdurare nel nostro Paese, quantomeno in alcuni ambiti che è lecito immaginare si possano individuare nei settori del tempo libero e del divertimento, insomma per tutte le attività ricreative. Fino a quando? Difficile dirlo, ma la prima proroga del certificato verde obbligatorio che, probabilmente, coinvolgerà anche il settore del lavoro, potrebbe quasi certamente puntare a "scavallare" l'insidiosa stagione invernale, dunque arrivare almeno fino al prossimo marzo/aprile 2022. È però già trapelata un'altra indiscrezione, se non altro a livello di "sensazione" politica, ovvero che di certificazioni verdi Covid sentiremo parlare almeno fino alla prossima estate, con un'eventuale nuova proroga che potrebbe dunque arrivare fino a giugno o luglio 2022. Certo, in questo caso bisognerebbe capire se coinvolgerà o meno anche l'ambito lavorativo, oppure eventualmente solo alcuni settori specifici del mondo del lavoro giudicati più a rischio di altri. 

Per quanto riguarda lo "stato di emergenza" nazionale e la sua eventuale proroga dopo la scadenza del 31 dicembre 2021, lo stesso sottosegretario di Stato Andrea Costa ha commentato: «Faremo le dovute valutazioni al momento opportuno, ora dobbiamo continuare nell'opera di convincimento, poi valuteremo entro fine anno quale sarà il quadro, quale sarà la percentuale di vaccinati raggiunta. Noi abbiamo l'obiettivo di raggiungere il 90% dei vaccinati - ha ribadito lo stesso sottosegretario Andrea Costa - perché siamo consapevoli che questa percentuale ci permetterebbe una gestione migliore della pandemia e ci permetterebbe di valutare un allentamento delle misure restrittive. Qualora questa percentuale non arrivasse, dovremmo fare altri tipi di riflessione».

Ad oggi restano però formalmente irrisolte due questioni, nel senso che nessuna voce istituzionale si è per il momento espressa al riguardo: la prima, è davvero possibile, come si dice, rinnovare l'obbligo del green pass senza rinnovare lo "stato di emergenza"? La seconda, è davvero rinnovabile solo di un altro mese, cioè fino al 31 gennaio 2022, lo "stato di emergenza" nazionale? Nei confronti della prima domanda va rircordato che in realtà vi è un chiaro rimando nel decreto-legge sul green pass alla dichiarazione dello "stato di emergenza", ma oltre a questo se venisse meno quest'ultimo a decadere sarebbero anche tutti gli organi commissariali e le strutture che sin qui hanno contribuito in massima parte alla gestione dell'emergenza, così come diventerebbe impossibile, o comunque molto più complicato, per l'Italia bloccare ad esempio i voli o gli arrivi di cittadini da Paesi esteri giudicati ad alto rischio sotto il profilo epidemiologico. Insomma, non c'è solo la pandemia in Italia, ma anche l'andamento globale della crisi epidemiologica da Covid nel mondo che bisogna tenere presente nella "partita" della proroga dello "stato di emergenza". In merito al secondo punto, ovvero se dopo i primi 12 mesi e la successiva proroga per altri 12 complessivi si possa andare oltre con lo "stato di emergenza", ebbene, una delle ipotesi che circola in queste ore è che in caso di volontà del governo di posticiparne ulteriormente la fine anche oltre il 31 gennaio 2022 si potrebbe banalmente procedere con una nuova dichiarazione dello "stato di emergenza" nazionale. Come? Evocando in tal senso le mutate condizioni epidemiologiche che si stanno oggi vivendo nel fronteggiare la diffusione di nuove varianti del coronavirus e che, dunque, costituirebbero uno scenario inedito emergenziale tale da necessitare un'altrettanto inedita dichiarazione di "stato d'emergenza". 

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