«Covid modificherà la mobilità del futuro, il filobus deve essere fermato»

Lo sostengono il presidente del movimenti civico Prima Verona Michele Croce e insieme ad associazioni e comitati veronesi contrari all'opera

Foto di repertorio

Tra le altre cose, la pandemia di coronavirus imporrà una riflessione sulla mobilità cittadina di Verona; una mobilità che andrebbe reinventata, puntando sulla bicicletta e quindi sulle piste ciclabili, modificando gli spazi di sosta nelle fermate dei mezzi pubblici e migliorando l'integrazione tra questi mezzi e quelli privati. Ad esserne convinto è l'architetto Tullo Galletti, il quale ha affidato le sue riflessioni a L'Arena. Riflessioni che sono state raccolte dal presidente del movimenti civico Prima Verona Michele Croce e da associazioni e comitati contrari al filobus. «Siamo sempre stati contrati a questa opera vecchia, inutile, dannosa - scrive Croce - Oggi lo siamo ancora di più, visto che il mondo della mobilità cambierà completamente e continuare con il filobus vuol dire non accorgersi di ciò che sta succedendo. Quei 150 milioni potrebbero essere risparmiati e in parte utilizzati per realizzare semplicemente ciò che gli esperti ci continuano a dire: piste ciclabili continue e collegate, integrate ad un servizio di mobilità cittadina senza vincoli, agile, frequente, alimentato elettricamente. Invitiamo ancora una volta il sindaco Sboarina ad ascoltare le voci autorevoli degli esperti e delle migliaia di cittadini riuniti nei comitati e ad andare a Roma per ripensare insieme al Ministero l'opera. Si può ancora fare».

E alla voce di Croce si sono aggiunte anche quelle di Marisa Velardita, presidente di Italia Nostra Verona, di Chiara Tosi, coordinatrice regionale Lipu Birdlife Italia, di Claudio Rubagotti del Comitato Operafilavia, di Giovanni Valenza del Comitato San Paolo, di Marco Bonazzi del Comitato No Filobus Verona, di Davide Carabellese del Comitato Gas, di Giulietta Lugoboni del Comitato San Rocchetto e di Gianfranco Di Caro del Movimento per la Decrescita Felice. «Il Filo-mostro più costoso e inutile della storia, che indebiterebbe i veronesi per i prossimi decenni, può e deve essere fermato - hanno scritto insieme - Ancor più oggi, alla luce dei nuovi scenari sulla mobilità urbana che gli esperti immaginano. Fermare l'opera è giuridicamente possibile ed economicamente sostenibile, tenuto conto che finora si sono spesi circa 5 dei 143 milioni preventivati. Abbiamo avuto la conferma che il Ministero dei Trasporti è tuttora disponibile a ridiscutere il tutto, basta che il sindaco si attivi».

Una posizione quella di Croce e delle altre organizzazioni contrarie al filobus ampiamente condivisa sui social network, dove anche Doriana Fuksas ha espresso il suo apprezzamento.

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