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Il flash mob antifascista a Verona

Il flash mob antifascista a Verona

Quasi più forze dell'ordine che manifestanti al corteo antiabortista

Si temevano scontri con il flash mob antifascista organizzato in piazza Isolo e piazza Santa Toscana, ma non c'è stato nessun problema di ordine pubblico

Non è poi così distante dal vero la sensazione che oggi, 24 novembre, a Verona ci fossero più forze dell'ordine che manifestanti. Erano circa 300 le forze dell'ordine dispiegate in città per evitare scontri tra il corteo antiabortista partito dalla stazione di Verona Porta Nuova e il flash mob antifascista riunitosi in piazza Isolo e piazza Santa Toscana.
Secondo Ansa, al corteo hanno preso parte circa 150 persone, che tra preghiere e appelli hanno sfilato fino in piazza Nogara, dopo un passaggio in piazza Bra. Più numerosa, più o meno 400 partecipanti, la contro-manifestazione organizzata dalle associazioni che hanno protestato contro il corteo e anche contro il convegno di Forza Nuova, tenutosi questa mattina a Porta Palio.
Il grande dispiegamento di forze dell'ordine è stato motivato dalla possibilità che manifestanti tra loro antagonisti potessero avere qualche contatto violento in città. Ipotesi che non si è verificata e tutta la delicatissima giornata si è svolta senza problemi di ordine pubblico.

Hanno fatto dunque sentire maggiormente la loro voce i contro-manifestanti, cioè coloro che si sono riuniti contro Forza Nuova e contro il comitato No194. «Una grande risposta antifascista è arrivata da Verona. Una mobilitazione di centinaia di persone che ha messo all'angolo il ritrovo di una decina di fascisti, violenti e oscurantisti. Chi aveva deciso di compiere una prova di forza ha dovuto ricredersi. Il Paese chiede più diritti e respinge decisamente le limitazioni volute dall'estrema destra», ha dichiarato Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, partecipando alla manifestazione di piazza Isolo.

Qui non si parla di famiglia o di maternità, che dovrebbe essere una libera scelta, ma di attacchi ai diritti fondamentali - ha dichiarato la deputata del Partito Democratico Alessia Rotta - La legge 194 continua ad essere strumentalizzata da chi ha come unico obiettivo quello di ridurre le donne a contenitori per la procreazione, in puro stile fascista. Abbiamo visto che il governo, invece di incentivare e prorogare le politiche per la conciliazione e per la famiglia, pensa che si risolva il problema della denatalità nel Paese attraverso provvedimenti di mussoliniana memoria, come quello di dare terre a chi genera il terzo figlio. Le donne sono stanche del braccio di ferro della destra ultraconservatrice sulla propria vita.

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